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14/11/2009

ANSA) - PESCARA, 14 NOV - Pareggio 0-0 nell'amichevole giocata a Pescara tra Italia e Olanda. Partita povera di emozioni. Debutto per Candreva e Biondini. L'Italia di Lippi offre una prestazione senza lampi contro gli Orange, piu' incisivi degli azzurri nel primo tempo. Nella ripresa i tanti cambi decisi dal ct animano l'incontro che comunque termina a reti inviolate con pochissimi rischi per i due portieri. Prima gara con la maglia della nazionale per Candreva e Biondini. Centesima presenza per Buffon.

13/11/2009

La Nazionale italiana si è allenata nella mattinata di venerdì allo stadio di Francavilla in vista dell'amichevole di lusso di sabato sera contro l'Olanda, primo test di preparazione per il Mondiale del 2010.

Gli Azzurri hanno sostenuto la seduta mattutina davanti ad un folto pubblico, composto per lo più da bambini: il commissario tecnico Marcello Lippi ha provato la disposizione tattica dell'undici che affronterà gli orange.

A centrocampo l'allenatore viareggino ha affiancato a Pirlo Palombo e l'esordiente Candreva, in avanti Camoranesi e Palladino a supporto di Gilardino.

 

13/11/2009

ROMA - C'e' la possibilita' che Mauro Zarate scelga di far parte della nazionale italiana anziche' di quella del Paese d'origine, l'Argentina. Lo dice Sergio, fratello e procuratore del giocatore della Lazio, che intervistato dal quotidiano sportivo argentino 'Ole'' rivela come ''un dirigente della Federazione italiana mi ha contattato per conoscere la situazione di Mauro in vista del prossimo Mondiale''. Zarate ha la cittadinanza italiana, quindi potrebbe essere chiamato da Marcello Lippi. Bisognera' vedere se il ct azzurro lo vorra'.

12/11/2009

(ASCA) - L'Aquila, 12 nov - Attesa nella cittadella della Guardia di Finanza di Coppito per l'arrivo della nazionale italiana di calcio guidata da Marcello Lippi. Dopo il festoso allenamento allo stadio ''Tommaso Fattori'' dell'Aquila, la comitiva azzurra si e' recata in visita al centro storico cittadino, tra cumuli di macerie, arterie stradali solo parzialmente agibili, edifici per lo piu' transennati. A bordo di un pullman, i giocatori si sono fermati attoniti dinanzi a quel che resta del Tribunale. Poi, attraverso via XX Settembre hanno raggiunto la Casa dello Studente, il cui crollo costo' la vita ad 8 giovani universitari. Ad illustrare la particolarita' dei beni culturali danneggiati, a raccontare storie legate ai diversi angoli di citta', il capo Dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso.

Prima del pranzo alla caserma ''Vincenzo Giudice'', la squadra campione del Mondo ha fatto tappa anche a Bazzano, in una delle 19 new town in corso di realizzazione dopo il sisma.

 

12/11/2009

"Il valore di un giocatore come Cassano non è mai stato messo in discussione da nessuno di noi della Figc, ma qui quello che conta è l'espressione di una squadra". Il presidente della Federazione italiana gioco calcio, Giancarlo Abete, risponde così a qualche coro isolato arrivato - nel mare di applausi dei 3.000 tifosi aquilani - all'ingresso della Nazionale di calcio sul campo dello stadio "Tommaso Fattori" in occasione dell'allenamento azzurro a porte aperte in segno di solidarietà alle popolazioni terremotate. "Del resto - ha proseguito Abete - la nostra Nazionale si è sempre contraddistinta per un valore di gruppo. In questi ultimi giorni molti hanno storto il muso al vedere la classifica dei candidati di France Football al Pallone d'Oro, che non vedeva giocatori italiani ai primi posti: la Francia che ne schiera quattro sta ancora giocando i playoff di qualificazione mentre noi siamo già in Sudafrica".
 

06/07/2006

Ufficiale: Nesta salta la finale
 
Alessandro Nesta non è disponibile per la finale di domenica con la Francia. Il forfait del difensore è stato annunciato dal medico azzurro, Enrico Castellacci. A prendere il posto del milanista sarà con ogni probabilità Marco Materazzi, autore di una bella prestazione nella semifinale contro Germania.

03/07/2006

Frings squalificato, non giocherà
Nesta rimane fuori, Camoranesi ok

Frings è stato squalificato dalla Fifa per aver colpito Cruz al termine di Germania-Argentina. Il giocatore tedesco non giocherà quindi la semifinale con l'Italia. Molte polemiche hanno seguito la decisione della Fifa di aprire un procedimento sul centrocampista grazie alle immagini fornite da Sky. Dalla Germania arrivano accuse all'Italia per aver fatto pressioni e aver richiesto la squalifica. Ma la Figc smentisce: "Noi non abbiamo chiesto nulla"; e la Fifa conferma.

Nesta abbandona l'allenamento, domani rimarrà fuori sofferente per il risentimento all'inguine rimediato contro la Repubblica ceca. Lo ha reso noto lo stesso Lippi. Abile e arruolato invece Camoranesi.
 

1/06/2006

Nesta migliora ma niente semifinale
01 07 2006
Alessandro Nesta si è sottoposto a un'ecografia per verificare le condizioni dell'adduttore della gamba destra infortunato con la Repubblica Ceca. Le sue condizioni sono in lieve miglioramento, ma è quasi da escludere l'ipotesi di un suo recupero per la semifinale di martedì a Dortmund contro la Germania.

 

24/06/2006

Alessandro Nesta saltera' gli ottavi di finale contro l'Australia, ma i medici proveranno a recuperarlo fin da martedi'. Questo, se l'Italia entrera' nei quarti. Lo ha detto oggi il medico della nazionale, il dottor Enrico Castellacci, precisando la diagnosi del milanista: distrazione al muscolo ileo-pettineo.

23/06/2006 14:20

Il difensore del Milan e della Nazionale Alessandro Nesta, infortunatosi ieri nella partita contro la Rep.Ceca, si è sottoposto stamane ad una risonanza magnertica. L'esito però non è stato chiaro ed ha solamente appurato che si tratta del riacutizzarsi di un vecchio infortunio; il giocatore dovrà ripetere l'esame nella mattinata di domani per verificare meglio l'entità e la gravità dell'infortunio. Improbabile comunque un suo impiego nella partita di lunedì contro l'Australia.   

23/06/2006

(ANSA) - BERLINO, 23 GIU - Quattro giornate di squalifica e 10 mila franchi di ammenda: e' la sanzione della Fifa a De Rossi per la gomitata all'americano McBride . Il centrocampista della Roma tornera' quindi a disposizione del ct Lippi per un'eventuale finale, avendo gia' scontato un turno di squalifica nella gara di ieri contro la Repubblica Ceca. La Disciplinare ha invece inflitto 3 giornate di squalifica e 7.500 franchi di ammenda all'americano Pablo Mastroeni.

19/06/2006

Marcello Lippi puo` tirare un sospiro di sollievo: neinte frattura per Vincenzo Iaquinta. All`inizio della seduta di oggi l`attaccante dell`Udinese aveva appoggiato male la mano sinistra e si ipotizzava una frattura del pollice. Fortunatamente una radiografia ha escluso l`infortunio: per lui solo una distorsione. Quindi il giocatore sara` disponibile per la sfida con la Repubblica Ceca di giovedi`.

19/06/2006

DUISBURG (Germania) - Solo fra 48 ore si potranno conoscere le condizioni di Simone Perrotta, che ha riportato un trauma contusivo al gluteo destro con interessamento del nervo sciatico durante la partita Italia-Usa. Lo ha reso noto il medico della Nazionale, Enrico Castellacci. "E' stata una partita piuttosto dura - ha detto Castellacci - nella quale abbiamo avuto un po' di problemi. Perrotta, in prima istanza potrebbe anche essere recuperabile per giovedi'. Quanto a Gilardino, ha riportato un piccolo trauma distorsivo alla tibio-tarsica destra". (Agr)

13/06/2006

Nessun problema per Totti
12 06 2006
Francesco Totti è dovuto uscire dopo una decina di minuti del secondo tempo per un intervento di Paintsil che gli ha causato un graffio sulla gamba sinistra: nel dopo partita, però, Marcello Lippi ha rivelato che il cambio con Camoranesi era stato già deciso e che il fantasista della Roma sta bene.

Non a caso, a fine partita, Totti ha festeggiato con i compagni, facendo un "gavettone" a Peruzzi e scherzando con Gattuso: il "Pupone" dovrebbe dunque essere disponibile per il prossimo incontro degli Azzurri, in programma il 17 giugno a Kaiserslautern contro gli Stati Uniti.
 
Medico Nazionale: "Zambrotta è recuperato"
13 06 2006
Buone notizie dall'infermeria azzurra. Il medico della Nazionale, Castellacci, ha confermato il pieno recupero di Gianluca Zambrotta dopo l'infortunio muscolare cher gli ha imepedito di essere in campo conro il Ghana : "Zambrotta è a disposizione. E' rienrato in gruppo stamattina e sta recuperando in pieno. Penso che possa considerarsi a disposizione del commissario tecnico".
 

 

www.virgilio.it

12/06/2006

Queste le probabili formazioni di Italia-Ghana, sfida che segna il debutto mondiale per i ragazzi di Lippi. La sfida si disputera` ad Hannover alle ore 21 (diretta su Rai Uno e Sky Mondiale 1):

 

ITALIA (4-3-1-2): 1 Buffon; 2 Zaccardo, 13 Nesta, 5 Cannavaro, 3 Grosso; 16 Camoranesi, 21 Pirlo, 4 De Rossi; 10 Totti; 11 Gilardino, 9 Toni. All. Lippi

 

GHANA (4-1-3-2): 22 Kingston; 15 Painstil, 4 Kuffour, 5 Mensah, 6 Pappoe; 18 E. Addo; 10 Appiah, 8 Essien, 11 Muntari; 9 Gyan, 14 Amoah. All. Dujkovic.

 

ARBITRO: Simon Carlos (BRA)

 

11/06/2006

Del Piero: "Sono al 100 per cento, io"
L'azzurro torna a parlare: ''Finora sono stato su una collina ad aspettare, ora non vedo l'ora di giocare. Totti è al 70%? Nessun dualismo, ma io sono al massimo"
Ale Del Piero, 31: è in ballottaggio con Totti. Ap
 
Ale Del Piero, 31: è in ballottaggio con Totti. Ap
DUISBURG (Germania), 10 giugno 2006 - Ha rotto il silenzio dopo un mese di riflessioni. E' sceso dalla "collina" dopo avere pensato a lungo. Un Alessandro Del Piero così non lo avevamo mai visto. Ascetico, saggio, che trasforma il pallone in un pensiero filosofico. Dice: "Perché mi sono chiuso nel mio silenzio? Perché come spesso accade mi ritiro sulla mia collina per valutare la situazione e concentrarmi; un po' come faceva Achille quando si isolava per studiare le sue strategie". E riprende: "Dalla collina le mie valutazioni sono diverse, ma i piani di attacco non devono essere svelati". Riflessioni di un condottiero che parla del suo esercito senza rivelarne le mosse. "Il gruppo è forte e compatto, ha grande esperienza e sta bene. Attende al varco: non vede l'ora di giocare".
ALE E MOGGIOPOLI - Parla per la prima volta dopo la partita di Bari, quella dello scudetto. Un mese dopo l'esplosione del caso Moggi. "Io ferito e tradito? Da allora a oggi è accaduto di tutto, ma attendo altre novità, sono all'ordine del giorno. Noi della Juventus aspettiamo con fiducia. Ma occorre anche fare chiarezza. La situazione è complessa. E non c'è da stupirsi se io e i miei compagno di squadra abbiamo manifestato appoggio e affetto nei confronti di Moggi. Ma ripeto, questo aspetto è separato dai fatti: anche noi vogliamo capire e aspettare l'evolversi della situazione". Ma il Ghana è alle porte e il tormentone del "gioca o non gioca" prende il sopravvento su tutto. Omerico. "Per Achille - sostiene - e anche per me è importante come si fanno le guerre, e non quante se ne fanno. Questo è stato il leit motiv degli ultimi due anni". La panchina non lo ha mai steso al tappeto. Dice che nelle ultime due stagioni ha sempre sorriso anche davanti alle difficoltà, sempre affrontate con l'obiettivo di superarle. Come Achille. Contro ogni ostacolo: "Proteggerò il mio tallone nella maniera più adeguata; questo è un momento di passaggi, rifletto, penso a com'ero e a cosa sono diventato. Di svolte ne ho avute tante nella mia carriera".
ALE E IL GHANA - scruta l'orizzonte e vede il Ghana. "A due giorni dal nostro Mondiale dobbiamo concentrarci sulla squadra africana, perché è la gara più difficile". Poi approfondisce: "Quello italiano è un popolo che vive di emozioni, tensioni, pressioni, ma siamo anche passionali, ed è la passione che ci permette di superare qualsiasi cosa. Il cuore fa la differenza". Pragmatico, poi, quando analizza l'esordio della Germania. "Speriamo di essere più tedeschi che costaricani - ammette -, ma non sono importanti le goleade. Conta segnare più dell'avversario". Come Marcello Lippi ieri sera dopo l'amichevole contro i ragazzi del Duisburg, ripete che questa è un'Italia "vogliosa": "C'è un'attesa grande che fa crescere la voglia di giocare. Sì, l'aggettivo del c.t. è azzeccato".
ALE E TOTTI - Del Piero che, ancora una volta, spegne ogni tentativo di confronto con Totti: "Totti è al 70%? Con lui nessun dualismo, ma io sono al 100%. Con Francesco non c'è disputa, anzi, siamo al servizio di Lippi come è giusto che sia, è il c.t. che decide il meglio per la squadra". Straordinario quando a chi gli racconta che Capello si vanta di avergli insegnato a saltare l'uomo risponde: "Sto pensando se fino a due anni fa ero così scarso", sottolineando la definitiva spaccatura del rapporto con il tecnico.
ALE E IL MONDIALE - Ale ha una voglia pazzesca, vorrebbe spaccare il mondo. Si sente al meglio e ha un debito con i tifosi italiani, ma precisa: "Il momento che sta vivendo il nostro calcio ci responsabilizza, ma questo Mondiale deve servire a evidenziare quello che i giocatori sanno fare, la voglia, la determinazione". Poi ritorna ascetico: "Il confine di carico di responsabilità è molto sottile, non è giusto che ci si affidi alla Nazionale per risolvere i problemi". E ritorna giustamente al Ghana. "Lo abbiamo studiato e continuiamo a studiarlo. Conosco Appiah, ma ci sono anche Essien, Muntari, Kuffour. E' una squadra esperta e internazionale". Pausa, e la dichiarazione che sintetizza le sue certezze: "Non pensiamo di andare in campo per fare una buona figura, ma bensì per vincere la partita". E si congeda ricordando certe analogie con la travagliata vigilia del trionfale Mondiale dell'82, statisticamente molto simile a quello tedesco (vedi l'1-1 con la Svizzera in amichevole). Come avrebbe fatto Achille: "Che gli dei ci assistano".

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09/06/2006

L'Italia si diverte, Lippi prova
Gli azzurri travolgono 5-1 l'under 19 del Duisburg. A segno Pirlo, Zaccardo, Gilardino e Iaquinta con una doppietta. Il c.t. mischia le carte, ma Totti pare in ripresa
 
 
DUISBURG (Germania), 9 giugno 2006 - Venite a Duisburg! Altro che torcida brasiliana. I ventitremila tifosi accorsi all'MSV Arena per vedere la "loro" Nazionale, hanno scritto a caratteri cubitali tutto il loro amore per gli azzurri.
AMORE AZZURRO - Al di là del contenuto dell'amichevole vinta 5-1 contro l'under 19 del Duisburg, contava molto di più riconciliarsi con i supporter italiani; spazzare via tutte le critiche piombate addosso agli azzurri dopo l'arrivo di giovedì a Dusseldorf. Fabio Cannavaro, prima del fischio d'inizio, è stato il collante, con un discorso retorico ma comunque efficace. "Noi ci teniamo molto alla vostra passione e al vostro tifo - ha detto il capitano azzurro -; sappiamo che qui in Germania vivono e lavorano tanti italiani, un motivo in più per cercare di regalargli qualche emozione. Forza Italia".
ESPERIMENTI - Chi cercava invece notizie utili a 72 ore dall'esordio con il Ghana, è rimasto deluso, perché Lippi, nel primo tempo da 40' e nel secondo da 45', ha mischiato abbondantemente le carte, proponendo nella prima frazione una difesa con Zaccardo, Barzagli, Cannavaro e Grosso davanti a Buffon, un centrocampo con Pirlo regista, Camoranesi e Barone, e un tridente composto da Inzaghi, Gilardino e Del Piero. Niente di straordinario. Solo i gol di Pirlo (punizione leggermente deviata in rete), Zaccardo e Gilardino e qualche giocata interessante, ma senza mai forzare, badando a conservare i garretti in vista dei ghanesi. Quaranta minuti che hanno messo in risalto le difficoltà di Del Piero, in evidente ritardo di preparazione, ma gettato nella mischia da Lippi per tastarne il polso.
IAQUINTA SHOW - Niente di più da raccontare, se non il cambio del modulo nel secondo tempo, dal 4-3-3 al 4-3-1-2, con la Nazionale ribaltata di nove undicesimi: Amelia fra i pali, Oddo, Materazzi, Barzagli, Bonera sulla linea difensiva; Barone, Perrotta, De Rossi a centrocampo, quindi Totti alle spalle di Iaquinta e Toni. In gol con Iaquinta, la Nazionale, ha probabilmente più impressionato rispetto a quella schierata nei primi 40', grazie a un gioco più offensivo e veloce. Il Duisburg ha accettato di buon grado il ritmo imposto dagli azzurri sfruttando una freschezza maggiore. Non a caso la prima parata azzurra spetta ad Amelia che devia in angolo un gran tiro di Stegmann, ma che capitola al 15' su un bolide di Grund, dopo una papera in uscita. Vitamine che hanno dato più senso alla partitella, anche grazie al 5-1 di Iaquinta, tutto sommato il più in palla fra tutti gli azzurri. Di Totti restano un paio di tiri da fuori area, ma anche due lanci doc da metà campo che regalano fiducia. E se De Rossi ha confermato il suo straordinario stato di forma, le notizie dolenti arrivano da Toni: impreciso, troppo lento per impensierire la difesa dei ragazzini di Schneider. Arduo affermare che la Nazionale sia pronta per il Ghana dopo un test così poco indicativo, ma sarebbe il caso di fidarsi del c.t. Lippi: tre giorni possono anche cambiare il mondo.

www.gazzetta.it

09/06/2006

Scatta il Mondiale, Germania di scena a Monaco

Ven 09 Giu, 10:54 AM
 

Finalmente si comincia: dopo la cerimonia di apertura a Monaco di Baviera, si inizia a giocare con Germania-Costarica. La Germania si tuffa nell`avventura Mondiale partendo dal World Cup Stadium, dove alle 16.20 (diretta SkyMondiale1 e dalle 17.15 su RaiUno) andra` in scena uno spettacolo che coinvolgera` tutte e 32 le Nazioni partecipanti, alla presenza di Pele`, Diego Armando Maradona e della madrina Claudia Schiffer. In campo anche gli azzurri campioni mondiali nel 1982.

 

Solo mezz`ora per una cerimonia d`apertura ampiamente ridimensionata rispetto ai progetti iniziali. Poco dopo le 17 Germania e Costarica scenderanno in campo proprio a Monaco per il riscaldamento; alle 18 il via alla gara inaugurale dei Mondiali 2006, che per la prima volta non vede la presenza della Nazionale detentrice della Coppa.

 

I padroni di casa, orfani del capitano Michael Ballack (fuori causa perche` acciaccato a una caviglia), se la vedranno con il Costarica (diretta su RaiUno con commento di Marco Civoli-Sandro Mazzola e SkyMondiale1 con Fabio Caressa-Beppe Bergomi), in una partita valevole per il gruppo A. Sulla carta la squadra del ct Klinsmann e` super-favorita, ma le partite inaugurali dei Mondiali hanno sempre riservato qualche sorpresa. Al posto di Ballack gioca Borowski, mentre in attacco spazio alla coppia Klose-Podolski. I rivali dei tedeschi schierano un 3-4-2-1 con Gomez punta unica, supportato da Centeno e Wanchope. Arbitra l`argentino Horacio Marcelo Elizondo, 42 anni, internazionale dal 1994.

 

A seguire e` in programma l`altra sfida del gruppo A, che vedra` opposti alle 21 a Gelsenkirchen (diretta su SkyMondiale1 con Riccardo Gentile-Massimo Mauro) Polonia ed Ecuador. Due formazioni non certo tra le favorite della rassegna iridata, alle prese anche con problemi di polemiche interne. Sotto accusa il ct polacco Janas, reo di non aver convocato il portiere del Liverpool Dudek, cosi` come il tecnico dei sudamericani Suarez. In campo ci saranno comunque due squadre tutt`altro che demotivate. La Polonia schiera un 4-3-2-1 con Smolarek, Szymkowiak e Zurawski in avanti, mentre l`Ecuador dovra` contare sul solo Delgado, punta unica del 5-4-1 schierato dal ct. Arbitra il giapponese Kamikawa.

www.yahoo.it

 

07/06/2006

Gattuso infortunato, ma resta in gruppo

7 Giugno 2006
by FIFAworldcup.com

 

 

Il Mondiale degli azzurri comincia male dal punto di vista degli infortunati: anche Gennaro Gattuso è costretto a fermarsi per infortunio. Il centrocampista dell'Italia, invece di allenarsi, ha svolto degli esami clinici alla Clinica Santa Chiara di Firenze, i quali hanno purtroppo rivelato una lesione muscolare al vasto mediale della gamba destra.

Per il giocatore lo stop previsto è di 15 giorni, con inevitabile forfait per le prime due partite della prima fase, quelle contro il Ghana (12 giugno) e gli USA (17 giugno). Marcello Lippi in ogni caso ha già chiarito che non vi saranno sostituzioni e lo stesso Gattuso ha dichiarato: "Pur di partire per la Germania mi legherei al pullman".

L'infortunio del centrocampista del Milan, conseguenza di un risentimento accusato nell'amichevole contro la Svizzera, si aggiunge a quelli di Alessandro Nesta e Gianluca Zambrotta. Tenendo conto delle precarie condizioni di Francesco Totti, sale a quattro il conto dei titolari a cui il c.t. Marcello Lippi potrebbe dover rinunciare nella partita di esordio.

Per Nesta, tuttavia, lo stff medico nutre ancora speranze e, mentre Zambrotta ha ripreso a correre, il difensore centrale viene sottoposto ad esercizi specifici. Nella seduta di allenamento del mattino, durata circa due ore, non è sceso in campo con i compagni.

Nel pomeriggio, alle ore 17.00, la partenza per la Germania dall'aeroporto di Pisa: l'aereo della Nazionale atterrerà a Dusseldorf; a seguire il trasferimento in pullman verso il ritiro di Duisburg.

 

06/06/2006

Mondiale, Zambrotta non ce la fa per il Ghana. Nesta in forse

Mar 06 Giu, 1:01 PM

ROMA (Reuters) - Il terzino della nazionale Gianluca Zambrotta non ce la farà per la prima partita dell'Italia al Mondiale contro il Ghana e il centrale Alessandro Nesta è in forse. Lo comunica la Figc dopo il responso degli esami radiografici a cui si sono sottoposti i due calciatori e l'analisi del medico della nazionale, il professor Enrico Castellacci.

 

Zambrotta ha subito uno leggero stiramento alla coscia sinistro in un allenamento con gli azzurri due settimane fa ed è peggiorato l'infortunio al muscolo adduttore di Nesta procurato nell'amichevole di venerdì contro l'Ucraina.

 

Entrambi i giocatori sono nell'11 titolare.

 

Per Nesta, Castellacci ha prescritto un allenamento differenziato nella speranza di un suo recupero per il 12 giugno.

 

L'infortunio di Zambrotta è invece essere più serio e il 30enne terzino della Juventus perderà la gara d'apertura contro il Ghana il 12 giugno. E' invece previsto il suo ritorno per la gara contro gli Usa il 17 giugno e contro la Repubblica Ceca il 22 giugno.

 

L'Italia, alla ricerca della sua quarta coppa del Mondo dopo quella del 1982, arriverà domani a Duisberg nella sua base tedesca per il mondiale.

 

Se Zambrotta non riuscisse a recuperare, il ct Marcello Lippi potrebbe rimpiazzarlo con il parmense Daniele Bonera.

 

04/06/2006

Nazionale, gli ultimi dubbi
Lunedì gli azzurri ritoveranno a Coverciano; mercoledì la partenza per Duisburg. Zambrotta martedì sarà sottoposto a ecografia; Lippi per prudenza trattiene Bonera
Il morale di Francesco Totti, 29, è alto. Ansa
Il morale di Francesco Totti, 29, è alto. Ansa
ROMA, 4 giugno 2006 - Ancora poche ore di libertà. Poi, dalle 18 di lunedì, inizierà ufficialmente per gli azzurri l'operazione Germania 2006. I giocatori della Nazionale si ritroveranno a Coverciano per la ripresa degli allenamenti dopo il doppio impegno contro Svizzera (1-1) e Ucraina (0-0). Ci sarà anche Bonera, l'unica delle quattro riserve (le altre erano De Sanctis, Semioli e Marchionni) che il commissario tecnico Marcello Lippi ha mantenuto nel gruppo.
Le condizioni dell'infortunato Zambrotta, infatti, impongono a Lippi la massima prudenza: per il difensore, alle prese con una distrazione muscolare, è in programma martedì un'ecografia alla gamba sinistra che valuterà con esattezza l'infortunio. Inoltre c'è da verificare il risentimento alla coscia destra accusato da Nesta durante la partita con l'Ucraina a Losanna. Infine Iaquinta, che lamenta un taglio al polpaccio destro, ma di minima entità.
Ma Lippi, soprattutto, dovrà valutare lo stato di forma di Francesco Totti, che ha dimostrato di non avere ancora recuperato dall'infortunio. La speranza del c.t. è che il romanista riesca a ritrovare il ritmo nella fase a gironi della competizione. Inoltre, Lippi dovrà capire dove possa arrivare Del Piero che continua a non convincere. Trovare alternative negli uomini e nel modulo non sarà facile, ma uomini come De Rossi e Perrotta, in attesa di un miracoloso recupero, garantiscono alternative valide.
Saranno insomma due giorni duri di lavoro per dissipare gli ultimi dubbi, poi il 7, dopo una seduta a Coverciano, tutti a Pisa nel pomeriggio per volare alla volta di Duisburg. In Germania l'Italia sosterrà un ultimo test prima del debutto del 12 giugno contro il Ghana (che oggi in amichevole ha liquidato 3-1 la Corea del Sud), il 9 giugno alle 20 con l'Under 19 del Duisburg.

www.gazzetta.it

04/06/2006

ITALIA-UCRAINA 0-0
ITALIA (4-3-3): Buffon; Oddo, Cannavaro (dal 30' st Materazzi), Nesta (dal 16' st Barzagli), Grosso; Camoranesi (dal 24' st Barone), Pirlo (dal 14' st Perrotta), De Rossi; Gilardino, Toni (dal 14' st Inzaghi), Del Piero (dal 14' st Totti). (Peruzzi, Zaccardo, Bonera, Gattuso, Semioli, Iaquinta, Marchionni, Amelia). All. Lippi.
UCRAINA (4-5-1): Shovkovskiy; Vashchyuk, Rusol, Yezerskiy, Nesmachniy; Gusin, Tymoschuk (dal 43' st Shelayev), Kalinischenko (dal 10' st Belik), Rotan (dal 28' st Nazarenko), Voronin; Vorobei. (Shust, Gusiev, Belik, Sviderskiy, Shevchenko, Rebrov). All. Blokhin.

ARBITRO: Nobs (Svi)
NOTE: Ammoniti Vashchyuk, Tymoschuk e Totti per gioco scorretto, recuperi 1' pt, 3' st. Serata fredda e ventilata; terreno in buone condizioni.

 

31/05/2006

SVIZZERA-ITALIA 1-1 (1-1)
MARCATORI: nel pt 10' Gilardino (I), 32' Gygax (S)
SVIZZERA (4-4-2): Zuberbuehler (1' st Coltorti), Degen P., Djourou, Senderos (25' st Grichting), Magnin (1' st Spycher), Barnetta, Cabanas (1' st Margairaz), Vogel, Wicky (16' st Yakin), Gygax (45' st Degen D.), Frei (12 Benaglio, 5 Margairaz, 15 Dzemaili, 17 Spycher, 18 Lustrinelli). All.: Kuhn.
ITALIA (4-2-3-1): Buffon, Zaccardo, Materazzi (1' st Oddo), Cannavaro, Grosso (15' st Bonera), Gattuso, Pirlo (30' st Perrotta), Camoranesi (1' st De Rossi), Totti, Del Piero (1' st Iaquinta), Gilardino (1' st Toni) (12 Peruzzi, 6 Barzagli, 13 Nesta, 17 Barone, 20 Perrotta, 26 Semioli, 27 Marchionni, 18 Inzaghi, 14 Amelia, 24 De Sanctis). All.: Lippi.
Arbitro: Sippel (Ger).
NOTE - Recupero: 0 e 2'. Angoli: 4 a 0 per la Svizzera. Note: ammoniti Zaccardo, Gattuso, De Rossi e Coltorti per gioco falloso. Spettatori 30.000

30/05/2006

Zaccardo: prove da vice Zambrotta
 

Del Piero-Totti-Gilardino possibile attacco con Svizzera


E' piu' Zaccardo che Oddo il candidato vice Zambrotta per l'amichevole di domani sera contro la Svizzera a Ginevra. Il difensore palermitano, nel corso della partitella d'allenamento a Coverciano, e' stato schierato a destra, ruolo e posizione ricoperte abitualmente da Zambrotta. In attacco Del Piero, Totti, Gilardino, mentre a centrocampo sono stati impiegati Camoranesi, Pirlo e Gattuso: schieramento che s'annuncia quello piu' che probabile per la partita di domani.

Raisport

COVERCIANO (Firenze) - Gianluca Zambrotta dovra' rimanere fermo per 15-20 giorni a causa della "leggera distrazione muscolare" avvertita nell'amichevole contro la Sestese. Lo ha detto il medico azzurro Enrico Castellacci: "I tempi di recupero non sono fissi, potrebbero accorciarsi se rispondera' bene". L'esterno della Nazionale italiana saltera' sicuramente l'esordio del 12 giugno contro il Ghana. (Agr)

29/05/2006

Azzurri: Zambrotta, guai muscolari
 

Azzurri: Zambrotta, guai muscolari

(ANSA) - FIRENZE, 28 mag - E' Gianluca Zambrotta il primo azzurro infortunato del raduno per i Mondiali: per lui un guaio muscolare e per questo resta in ritiro.

Il terzino e' uscito durante la seconda partitella con i dilettanti, per un dolore. La diagnosi e' 'risentimento nei muscoli dell'inserzione del bicipite femorale destro'.

Zambrotta non lascera' il raduno per votare, ma restera' per cominciare le cure mediche. Domani si sottoporra' ad un'ecografia. 'Spero che non sia nulla di grave', ha commentato.

 

24/05/2006

Buffon lascia il ritiro per andare in Procura a Parma come testimone.

Il portiere della nazionale ha concluso l'allenamento poco dopo le 11: Buffon sara' chiamato a chiarire la sua posizione, rispetto ai flussi di denaro che dai suoi conti confluivano in quelli dei broker.

Sembrerebbe che il 16 gennaio 2006, da un conto corrente di Buffon sarebbero usciti 10 mila euro depositati sul conto di Paolo Pelizzoni, fra gli indagati della stessa Procura emiliana relativamente al ‘caso scommesse’.

Buffon ha ammesso di avere effettuato delle scommesse solo su partite di carattere internazionale, dove per lui era possibile operare. Da qui anche la sua richiesta di poter andare ai Mondiali.

"Oggi accompagno Buffon a Parma, siccome Buffon e' in ritiro con la Nazionale che sta preparando i Mondiali, vado io ad accompagnarlo per una testimonianza. E' stata richiesta la sua testimonianza, quindi lui andra dira' quello che dovra' dire, alla fine lo riportiamo a Coverciano. E quindi non ci sono misteri di nessun genere, di nessun tipo. Il fatto e' questo e io vi racconto il fatto come faro' sempre" dice Gigi Riva a Coverciano.
 

22/05/2006

(ASCA) - Firenze, 22 mag - ''Non ho mai avuto alcun dubbio su Marcello Lippi''. Lo ha detto il commissario straordinario della Federcalcio, Guido Rossi, rispondendo ai giornalisti dopo aver incontrato questa mattina al centro tecnico di Coverciano a Firenze, insieme al presidente del Coni, Gianni Petrucci, il commissario tecnico e la nazionale italiana di calcio. ''Non sono giustizialista, perche' normalmente questi colpiscono gli innocenti - ha spiegato Rossi - ma garantista. E siccome in questo momento non c'e' nulla da rimproverare a Marcello Lippi, sarebbe stata una follia totale, un atto di ingiustificata presunzione, individuare un colpevole che non c'e, pur magari di dimenticare i veri colpevoli che vanno puniti'''.

02/02/2006

ITALIA-GERMANIA 4-1 (primo tempo 3-0)
MARCATORI: Gilardino (I) al 4', Toni (I) al 7', De Rossi (I) al 39' p.t.; Del Piero (I) al 12', Huth (G) al 37' s.t.
ITALIA (4-3-3): Buffon; Zaccardo, Nesta (dal 36' s.t. Materazzi), Cannavaro, Grosso; Camoranesi (dal 44' s.t. Pasqual), Pirlo (dal 29' s.t. Barone), De Rossi; Gilardino (dal 19' s.t. Perrotta), Toni, Del Piero (dal 36' s.t. Iaquinta).(De Sanctis, Amelia, Oddo, Diana, Barzagli). All. Lippi.
GERMANIA (4-4-2): Lehmann; Friedrich, Huth, Mertesacker (dal 1' s.t. Metzelder), Lahm; Deisler, Frings (dal 23' s.t. Borowski), Ballack, Schneider (dal 23' s.t. Schweinsteiger); Podolski (dal 1' s.t. Asamoah), Klose. (Hildebrand, Janssen, Omowoyela, Ernst, Hanke). All. Klinsmann.
ARBITRO: Eduardo Iturralde Gonzalez (Spagna)
NOTE: serata fredda e umida, terreno in buone condizioni. Spettatori 28.137 per un incasso di 518.968,50 euro. Ammoniti Frings, Nesta e Ballack per gioco scorretto. Recuperi 0' p.t., 1' s.t.

 

Quest'Italia è una meraviglia
Gli azzurri dominano la Germania, battuta 4-1. A segno Gilardino, Toni, De Rossi e Del Piero. Nel finale rete della bandiera della squadra di Klinsmann con Huth
Alberto Gilardino, autore dell'1-0. Ansa
Alberto Gilardino, autore dell'1-0. Ansa
FIRENZE, 1 marzo 2006 - Ora il dubbio è inquietante: grande Italia o piccola Germania? Se lo sarà chiesto anche Michael Schumacher, sconcertato in tribuna d'onore. Il 4-1 che a fine partita illumina il tabellone dell'Artemio Franchi, spalanca orizzonti di gloria e carica di responsabilità gli azzurri. Quando si vince così non ci si può più nascondere.
Vietato piangersi addosso, aveva esortato Marcello Lippi. Francesco Totti non c'è, brutti presagi. Ma non per il c.t., che schiera il 4-3-3, ma, soprattutto, una formazione motivata, che affonda la nave di Klinsmann. E se consideriamo che a mancare sono anche Zambrotta e Gattuso, due macinatori di gioco che tutti vorrebbero, allora è festa. Sette minuti, sono sufficienti quattrocentoventi secondi per gettare nello sconforto la Germania, con un uno-due fulminante. Di potenza con Gilardino, ma con Lehmann lì a guardare come un pollo; di classe e solidarietà, con quell'assist del milanista, sul filo del fuorigioco, per Toni: tocco leggero per il 2-0.
Marcello Lippi la formazione l'aveva annunciata già lunedì. Con Zaccardo al posto di Zambrotta, De Rossi per Gattuso e Del Piero sulla terra di Totti: tridente. Jurgen Klinsmann ha avuto la possibilità di studiare a tavolino la sua Germania, cambiando un elemento in ogni reparto: Huth al posto di Metzelder in difesa, Schneider variante di Borowski sulla fascia sinistra del centrocampo e Podolski per Asamoah in attacco. Considerato il reparto più arretrato quello più debole della Nationalmannschaft (il legnoso Huth è riserva nel Chelsea), per di più mancante di Kahn fra i pali, il sorprendente doppio vantaggio ci sta tutto. Il fattore sorpresa non riguarda noi, ma proprio i tedeschi: timidi e impacciati, infilati come dilettanti soprattutto in occasione del gol di Toni. L'orso esce dal letargo dopo 23', quando Deisler tocca al volo impegnando Buffon. Ma è un segnale impalpabile. Troppa Italia per una Germania con poca personalità, che attende illuminazioni da Ballack, abbandonato a se stesso. Senza l'aiuto dello stralunato Frings, sempre fuori tempo al pari di Deisler. Merito anche di Pirlo, molto più affidabile nella sua marcatura di una settimana fa a Monaco in Champions League. Contenendo il ritmo, agli azzurri non resta che amministrare, sfruttando spesso il gioco di rimessa e sulle fasce. Ma approfittando anche della lentezza del centrocampo tedesco che non copre, sulle ali di uno strepitoso Camoranesi, incubo di Lahm, praticamente immarcabile. La Germania alza bandiera bianca quando De Rossi segna la terza rete, allungando un gap che non farà dormire Klinsmann. Con Asamoah in attacco per Podolski e Metzelder in difesa al posto di Mertesacker, i tedeschi devono sopportare anche l'onta del 4-0. Con quella magia di Camoranesi per Del Piero, che corona la sua serata come un gol da bomber di razza, mettendo la firma nel trittico di Lippi che si limita a operare cinque cambi. Per fortuna che a Huth riesce l'impresa del gol della bandiera, ma per favore, dimentichiamoci in fretta il poker; facciamo finta di niente. Italia-Germania 4-3 è immortale. Italia-Germania 4-1 solo l'ennesimo passo (trionfale) avanti, sulla strada che porta al Mondiale.

www.gazzetta.it

22/06/2004

Questa sera la sfida del "dentro o fuori" con la Bulgaria. Il c.t. deve cambiare la formazione per squalifiche e infortuni: ecco tutte le possibilità.

GUIMARAES (Por), 22 giugno 2004 - Non sarebbe giusto affermare che mai avremmo detto otto giorni fa che l'Italia sarebbe arrivata a giocarsi tutto in quest'ultima partita del girone di qualificazione contro la Bulgaria. Non è giusto perché conosciamo bene l'indole, il Dna della nostra nazionale che, salvo rarissimi casi, difficilmente riesce a partire con il piede giusto nelle grandi manifestazioni. E proprio perché conosciamo bene questo "marchio di fabbrica" azzurro non ci sorprenderemmo nemmeno se, dopo essere stata sull'orlo del baratro, la squadra si ritrovasse nella seconda fase e riuscisse a chiudere in crescendo il torneo. Blade runners potremmo definire i nostri calciatori, corridori sulla lama del rasoio.

Prima di pensare all'eventuale quarto di finale di domenica contro la Repubblica Ceca e piuttosto di pensare a come se la giocheranno questa sera Danimarca e Svezia a Oporto, pensiamo a che partita va a disputare l'Italia contro la Bulgaria questa sera. Trapattoni si presenta all'appuntamento con qualche problema oggettivo: la squalifica di Gattuso e il risentimento muscolare di Zanetti lo costringono a reinventare un centrocampo che, paradosso per il difensivista Trapattoni, è a corto di interditori. Non è questo l'unico nodo che Trapattoni deve sciogliere. C'è anche da rimpiazzare lo squalificato Cannavaro e da studiare attentamente il caso Vieri.

Partiamo dalla difesa. Se non ci saranno sorprese dell'ultima ora dovrebbe scendere schierata con 4 giocatori che da destra a sinistra saranno Panucci, Nesta, Materazzi e Zambrotta. Ieri Trapattoni ha sperimentato anche un Oddo sulla destra e la scelta sarebbe più che comprensibile se Panucci non avesse giocato una partita strepitosa contro la Svezia. Oddo infatti è il più indicato a percorrere la fascia destra quando davanti a sé ha il compagno di squadra Fiore. E qui introduciamo il discorso centrocampo. Se, come probabile, il Trap non potrà contare su Zanetti lo schieramento più probabile è quello che vedrebbe Fiore sulla destra con Pirlo e Perrotta. Davanti Cassano, Del Piero e Vieri - se se la sentirà - o Corradi.

Stabiliti i nomi c'è da disporli in campo. L'unica certezza pare essere il 4 della difesa. Dalla cintola (inclusa) in su Trapattoni potrà scegliere tra tre soluzioni diverse: potrà giocare con tre centrocampisti e tre attaccanti esattamente come nel primo tempo con la Svezia, oppure optare per un più pragmatico 4-4-2 con Fiore a destra e Del Piero a sinistra o, infine, scegliere il 4-3-1-2 con Del Piero o Cassano a giocare alle spalle delle due punte e ad andare incontro a Pirlo quando il rossonero porta la palla. Dovessimo scegliere una delle tre opteremmo per il 4-4-2. E che la fortuna per una volta ci assista…

 

La gazzetta dello Sport

 
17 giugno 2004  -  13 : 15
La sentenza Uefa


Tre giornate a Totti per lo sputo a Poulsen 



 


  




LISBONA, 17 giu - Questa la decisione della Commissione disciplinare Uefa (la pubblica accusa ne aveva chieste quattro). «Sono molto addolorato per quanto accaduto, chiedo pubblicamente scusa non mi riconosco in quello che vedo in questo video. Vorrei che sapeste che il vero Francesco Totti è un altro», queste le parole pronunciate dal numero 10 al cospetto della Commissione. L'avvocato Giulia Buongiorno ha sottolineato: i video incriminati «sono una prova tv trappola» in quanto «realizzate con una telecamera personalizzata che lo ha ripreso per 90 minuti». Totti a questo punto potrebbe tornare nell'eventuale semifinale. L'eventuale appello è fissato per domenica. (LIBERO News)

 

Senza Totti, spazio a Pirlo

17 06 2004


 

Mani nei capelli per Francesco Totti  
Mani nei capelli per Francesco Totti (Ap)  


Lo sputo al danese Poulsen è costato caro a Francesco Totti. Dopo aver esaminato le immagini fornite dalla federazione danese, la Commissione Disciplinare della Uefa ha chiesto una squalifica per Totti di 4 giornate che quindi potrà tornare in campo solo per l'eventuale finale.

Un duro colpo per l’uomo simbolo della nostra Nazionale ma soprattutto per Giovanni Trapattoni che si troverà costretto a rivedere tutto il suo piano tattico in vista della sfida decisiva contro la Svezia di venerdì sera.

Il Trap ha sempre ritenuto Antonio Cassano il sostituto naturale di Totti ma il giovane barese sembra ancora troppo immaturo per essere rischiato in un match di tale importanza.

Calandoci per un attimo nella logica trapattoniana potrebbe essere Andrea Pirlo il giocatore chiamato a sostituire il romanista. Non è mai stato un segreto infatti che Trapattoni abbia sempre ritenuto il giocatore del Milan un trequartista più che un centrale di centrocampo dove il tecnico di Cusano Milanino predilige schierare due uomini di interdizione pura come Perrotta e Zanetti (o Gattuso)

I cambiamenti potrebbero riguardare non solo alcuni uomini ma anche il modulo che Trapattoni aveva detto di non voler modificare. Senza Totti il 4-2-3-1 potrebbe trasformarsi in un 4-3-1-2 con la linea di difesa confermata, tre centrocampisti Gattuso, Perrotta e Fiore più Pirlo alle spalle di Vieri e Del Piero (o Di Vaio).

Questa sarebbe la nostra indicazione di massima. Ora spetterà al Trap forzare il suo credo tattico e inventarsi in 48 ore le soluzioni più giuste per avere un‘Italia equilibrata in campo ma in grado di pungere davanti contro una difesa scandinava non certo impenetrabile.

L'Italia senza Totti: Buffon, Pannucci, Cannavaro, Nesta, Zambrotta, Gattuso, Perrotta, Fiore, Pirlo, Del Piero, Vieri.

 

Totti nella bufera: rischia 3 turni
Una delle immagini fornite dalla tv danese Dr
 
La radiotv Dr denuncia lo sputo a Poulsen. Reclamo degli scandinavi all'Uefa. Domani l'azzurro sarà ascoltato, poi la decisione: si teme una stangata.
LISBONA 16 giugno 2004 - La bomba esplode sul Web e si propaga rapidamente con il meccanismo del passaparola in tutta Lisbona. Il sito danese della DR, la Rai danese, ha pubblicato stamattina, alle ore 9.49, una sequenza fotografica nella quale si vede Francesco Totti mentre sputa in direzione del danese Poulsen. La sequenza è composta da cinque immagini, una delle quali sembrerebbe proprio mostrare uno sputo partire dal giallorosso in direzione del suo marcatore. Sono da poco passate le 13.30 a Lisbona e la notizia getta nell'agitazione totale la sala stampa di casa Azzurri. Si cerca di verificare se la sequenza fotografica proviene da un filmato televisivo. Si cerca di capire quali siano i passi seguiti dalla federazione danese e dalla Uefa. Non è chiaro perché la questione sia emersa solo adesso, a due giorni di distanza dall'episodio. Tutte risposte che piano piano arrivano in sala stampa e vanno a formare un puzzle complesso al quale, allo stato attuale delle cose, mancano ancora le tessere conclusive.

Anzitutto una risposta sulle immagini: secondo quanto confermato da fonti della televisione danese DR, contattata da Gazzetta.it, provengono dalle riprese di una delle telecamere personalizzate di DR. Sono quindi utilizzabili come prova televisiva contro Francesco Totti (se infatti fosse stata una semplice sequenza fotografica o una ripresa amatoriale non sarebbero state utilizzabili dalla commissione disciplinare). Un'altra certezza è che la commissione disciplinare della Uefa di fronte a un gesto del genere può procedere d'ufficio. Ma, non ci sarà bisogno di tanto. Alle 3 di Lisbona arrivano infatti le prime agenzie che, citando due fonti diverse ed autorevoli quali il portavoce della federazione danese Lars Berendt e un portavoce della Uefa stessa, annunciano una protesta ufficiale da parte della federazione danese nei confronti del comportamento di Francesco Totti durante la partita di lunedì e l'intenzione della Uefa di guardare il video presentato come prova e decidere entro il pomeriggio se le immagini costituiscono una prova valida per procedere nei confronti del numero 10 azzurro.
Le prime indiscrezioni che circolano parlano di "chiara evidenza" dell'episodio che la commissione Uefa sarebbe intenzionata a sanzionare con una squalifica che chiuderebbe definitivamente l'Europeo del giallorosso. Le indiscrezioni vengono rafforzate dal comunicato ufficiale della federazione danese, che lancia accuse ancora più precise e circostanziate. "Totti in più di una occasione e non provocato ha sputato in faccia a Poulsen e questo ora è chiaramente provato da un filmato televisivo e da una sequenza fotografica. Poulsen è già stato ascoltato dalla Uefa sull'episodio". Mentre domani mattina toccherà a Totti. Finalmente arrivano le immagini girate dalla televisione danese e in possesso della commissione disciplinare Uefa. E' una situazione con palla in movimento verso la fine della partita: si vede Poulsen dare prima una spallata a Totti che gli volta la schiena. Il romanista si volta a guardarlo, quindi parte per seguire l'azione che intanto si sta sviluppando e, dopo cinque passi, sputa verso il volto del suo marcatore, proseguendo poi la corsa.

La Federazione Italiana si è messa subito al lavoro per preparare la difesa affidata a legali di grande fama della Figc Giulia Buongiorno
e Mario Gallavotti che arriveranno in nottata a Lisbona e saranno affiancati (per iniziativa della Roma) dall'avvocato Crespo. Domani mattina Totti alle 10 si presenterà davanti alla commissione disciplinare dell'Uefa. Il giocatore sarà accompagnato dal vicepresidente federale Giancarlo Abete, in arrivo anche lui nella capitale portoghese. Si spera passi la tesi della "provocazione" e che la sanzione non superi le tre giornate di squalifica. In caso contrario, davanti a uno stop più lungo, sembra - da voci che circolano negli ambienti federali - che l'intenzione sia di riportare immediatamente il n.10 a casa. Carraro da Roma parla di "questione di competenza dell'organo disciplinare dell'Uefa".
E il capodelegazione azzurra e vicepresidente federale Innocenzo Mazzini aggiunge: "Abbiamo grande rispetto dell'Uefa, ci siamo attivati per far sentire la nostra voce e le nostre ragioni. Prima di prendere qualsiasi decisione aspettiamo di sapere cosa decidono loro". Poi lo stesso Mazzini aggiunge che Totti è "sereno e difucioso, certo a nessun giocatore fa piacere essere al centro di episodi di disciplina, ma Totti l'ho sentito tranquillo". Poi sulla Uefa che tiene molto al fair play e che per questo potrebbe essere particolarmente severa, Mazzini conclude: "Il fair play è molto importante in qualsiasi manifestazione, non penso però che l'immagine di Totti sia in contrasto con il concetto di fair play. A parte questo episodio è un giocatore di grande onestà e di grande spessore morale". Ora non resta che attendere la decisione della Uefa: entro domani la commissione disciplinare dovrebbe emettere il suo verdetto.
 

La gazzetta

Trap adesso cerca un'altra Italia

Gennaro Gattuso, 26 anni, con Andrea Pirlo, 25. Ap
La squalifica di Totti apre il problema formazione. Il c.t. ha provato un 4-3-1-2 con Gattuso, Pirlo e Zanetti e in avanti Del Piero, Vieri e Cassano.
LISBONA 16 giugno 2004 - E adesso bisogna prepararsi al peggio, ovvero bisogna pensare a fare a meno di Francesco Totti, e non solo per una partita. Il Picasso della nazionale italiana, l'uomo in più che tutti ci dovevano invidiare, la centralina elettronica della macchina azzurra è scivolato su una buccia di banana. Ha commesso una incredibile leggerezza (a essere generosi) per la quale verrà probabilmente punito in maniera severa.

Trapattoni nelle poche ore che lo separano dalla partita con la Svezia deve trovare una soluzione tattica per ricostruire la squadra senza il suo perno centrale. Nell'allenamento del pomeriggio ha mischiato le carte, ma è possibile che non si sia trattato di un caso che con la stessa casacca abbiano giocato Gattuso, Pirlo e Zanetti con Del Piero, Vieri e Cassano. Un 4-3-1-2 plausibile dal punto di vista puramente tattico, ma che probabilmente non è il migliore degli schieramenti per contrastare la Svezia. Messa così, l'Italia abdica in partenza allo sfruttamento delle fasce, che, anzi, offre incondizionatamente all'avversario.

Più senso avrebbe tornare all'antico e mai desueto 4-4-2, che però imporrebbe diversi cambi nei vari ruoli. Cominciamo dalla difesa, o meglio dalle fasce. Se infatti in mezzo non cambia nulla (Nesta e Cannavaro sono intoccabili) si dovrebbe lavorare sugli esterni. L'inserimento di Favalli a sinistra libererebbe Zambrotta per il centrocampo sulla stessa fascia. A destra invece, ipotizzando di mettere Fiore come esterno della linea mediana, invece di Panucci sarebbe meglio mettere Oddo, più affiatato con il laziale e in grado di coprire tutta la fascia quando Fiore si accentra. Centrali di centrocampo i due rossoneri, Pirlo e Gattuso. Infine la coppia d'attacco che potrebbe essere composta da Vieri con Del Piero o Cassano.

Messa in questo modo l'Italia sarebbe solida e fantasiosa. La mancanza di Totti sarebbe sopperita dall'inserimento di Pirlo e le fasce presidiate a dovere. Non arriviamo a dire che sarebbe un'Italia migliore di quella vista contro la Danimarca (tatticamente parlando), ma non ci stupiremmo poi così tanto se un simile evento negativo (la perdita dell'insostituibile Totti) finisse con il rinsaldare il gruppo spronando tutti a dare il meglio di sé e a sentirsi più responsabilizzati. Stiamo a vedere.
 
 

Europei: Totti rischia squalifica

L'Uefa considera lo sputo un gesto 'gravemente antisportivo'
(ANSA) - LISBONA, 16 GIU - Rischio squalifica per Francesco Totti, dopo che una tv danese ha trasmesso le immagini di un suo sputo al danese Poulsen. I regolamenti disciplinari della Uefa considerano infatti il gesto dello sputo "gravemente antisportivo" e dunque passibile di provvedimenti disciplinari. E diversamente dalla giustizia sportiva italiana,la disciplinare dell'Uefa,che si riunisce ogni mattina,non ha bisogno di alcuna segnalazione: puo' decidere autonomamente di prendere in esame la prova tv.
© Ansa

Le immagini dello Sputo

Tottis snotter

 
http://www.dr.dk/sporten/em2004/article.jhtml?articleID=177789

 

 

16/06/2004
Il c.t. torna sullo 0-0 con la Danimarca: "Il caldo ci ha messo in difficoltà". E per la Svezia annuncia: "Uno o due sostituzioni, ma il modulo resta il solito".

Trapattoni: cambi sì, Pirlo no
LISBONA, 15 giugno 2004 - E' una conferenza stampa ostica quella che segue di poco meno di 24 ore la deludente prestazione degli azzurri con la Danimarca. Trapattoni si presenta in ritardo, scusandosi, in una sala calda e affollata. Nello stanzone affianco già da mezz'ora stanno parlando 4 dei suoi. E il clima sembra compatto. Trapattoni ha già parlato a caldo, e non è stato tenero con i suoi. Ora, a freddo, sa che la stampa gli chiede risposte e soluzioni ai problemi che si sono visti in campo a Guimaraes e lui parte con la sua disamina.

"E' da ieri che proviamo a chiederci i perché di quel primo tempo e sono emerse più risposte. La prima l'abbiamo già sottolineata ieri. Non è una scusante, ma il caldo così intenso ci ha creato dei problemi. Poi eravamo partiti con l'intenzione di andare a pressare alto e ci siamo trovati scollati tra quelli avanti e le seconde linee. Due o tre giocatori che non hanno trovato la condizione in una situazione del genere hanno messo in sofferenza tutto il gruppo. Ogni volta che conquistavamo la palla cercavamo subito il gol, verticalizzavamo troppo immediatamente e quindi perdevamo la palla. Poi nel secondo tempo loro sono calati, noi siamo cresciuti e abbiamo creato occasioni che potevano essere dei gol".

- Da dove ripartirà contro la Svezia?
"Nessun cambio tattico, adesso vediamo com'è la condizione dei singoli e decidiamo. Ci saranno dei cambi individuali. Uno o due al massimo. Ma se riguardate la partita, nel secondo tempo quando le cose sono girate meglio la squadra ha guadagnato 30 metri e vuol dire che così va bene".

- Totti l'ha delusa?

"Nessuna delusione da parte di nessuno. Io ho giocato e so che ci sono delle giornate che nascono storte e non c'è niente da fare. Lui ha avuto anche un trattamento di particolare riguardo da parte dei danesi e non è servito nemmeno farlo partire più indietro".

- Ma come mai vi siete accorti solo ora che alcuni giocatori non sono in condizione?
"Non ho mai detto che c'erano giocatori a cui è mancata la condizione. Ho parlato di caldo e di giornata molto afosa. Se fosse un problema di condizione non avremmo potuto crescere nel finale".

- A dire la verità sia ieri sia poco fa ha parlato proprio di "condizione".
"Intendevo dire che il caldo e l'afa ci hanno affogati, non che mancasse la condizione generale".

- Non crede che qualsiasi squadra incontreremo marcherà Totti come hanno fatto ieri i danesi?
"Sì, può essere, ma le alternative sul campo ci sono. C'è Del Piero, c'è lo stesso Camoranesi…".

- E Pirlo? Ieri sera il suo ingresso non avrebbe potuto cambiare le cose?
"Quando ho iniziato le sostituzioni la squadra aveva già recuperato 30 metri. A quel punto non era più un problema di centrocampisti, ma di attaccanti, bisognava trovare l'invenzione là davanti, per questo ho messo Cassano e Fiore".

- Contro la Svezia giocherà una partita più offensiva?
"Scenderemo in campo per vincere, ma questo non vuol dire andare all'arrembaggio, perché poi si fa la fine della Bulgaria che ieri fino al 2-0 avrebbe potuto anche segnare e pareggiare. Quando hai due veloci che ti possono infilare in contropiede non devi fare quell'errore lì".
- Ma Pirlo ci sarà?
"Questa squadra sta seguendo una sua strada: Andrea è bravo, nessuno ha detto che non possa giocare, ma l'Italia si è costruita una sua fisionomia. Con lui le cose indubbiamente cambiano dal punto di vista tattico e io non posso saltare di palo in frasca".

- Quindi in sostanza non pensa sia il caso di cambiare modulo contro la Svezia?
"Ma scusate - si scalda Trapattoni - siamo arrivati bene fino a qui giocando secondo questo disegno. Anche ieri nel secondo tempo giocando così siamo cresciuti e abbiamo ripreso il pallino della situazione, perché dovrei cambiare?". Speriamo allora che a cambiare siano i risultati.
 
La Republica
Il centrocampista difende Trapattoni: "In campo vanno i giocatori". Poi spiega cosa non va: "Poca organizzazione". E Nesta: "Dobbiamo stare più corti".
Gattuso tira le orecchie a tutti
LISBONA, 15 giugno 2004 - "Ragazzi, qui si dice tanto di Trapattoni, ma il fatto è che scendono in campo undici giocatori che hanno sulle spalle una lunga esperienza internazionale. Alla fine Trapattoni ci può dire tutto, ma siamo noi che dobbiamo farle le cose che sappiamo fare, non siamo dei ragazzini, e se non le facciamo è colpa nostra". Ringhia Gattuso. Più del solito e persino più dell'ultima volta quando lanciò la bomba sulle scelte del Trap. Ma questa volta è un ringhiare in difesa del c.t., anche se a riascoltare le sue parole esce la figura di un Trapattoni in secondo piano e di una squadra che si fa da sé.

"Ieri sera abbiamo sbagliato partita. Tutto qui. Guardate che capita, io ho visto Van Basten sbagliare partite e pure Maradona. Purtroppo può succedere. Adesso però dobbiamo stare attenti e non ripetere gli errori che abbiamo fatto con la Danimarca…". Ma quali sono stati questi errori? "Che non siamo riusciti a organizzarci in campo. Non è che non abbiamo corso, ma abbiamo corso malissimo. Non ci muovevamo insieme. E' da ieri sera che ne parliamo tra di noi. C'è stato un confronto lungo e continuo, positivo: dobbiamo organizzarci meglio. Quando si decide di andare a rubare palla ci si muove tutti insieme. E' tutto qui".

Non pensa che sia necessario cambiare modulo, o magari inserire qualche giocatore come Pirlo… "Di Pirlo già abbiamo parlato. Io ve l'ho detto: lo conosco bene e stesse a me decidere uno come lui lo metterei sempre in campo. Ma visto che non decido io mi va bene così. Comunque il problema non è Pirlo o non Pirlo. Il problema è che una squadra come la nostra non può avere paura della Svezia. E non può uscire dall'Europeo al primo turno. Sarebbe una vergogna". E il problema delle scarpe di Totti? "Non bisognerebbe dirlo, ma quelle sono stronzate. Se pensi che i corridori in Kenia si fanno 100 chilometri a piedi nudi…".

A pochi metri di distanza anche Alessandro Nesta fa la sua personale analisi della partita con la Danimarca. "Ho rivisto la partita stanotte in televisione e devo dire che in tv mi è sembrata meno peggio di come l'ho vissuta in campo. Nel secondo tempo abbiamo anche avuto un paio di belle occasioni, con un po' di fortuna si poteva anche segnare. Comunque i problemi ci sono stati e dobbiamo cercare di evitarli. In particolare io credo che fossimo troppo lunghi. Quando la squadra è corta se hai il pallone tra i piedi hai sempre 3 o 4 cose da fare tra cui scegliere, se invece i compagni sono lontani è un bel problema". Ma vi hanno fatto soffrire i loro esterni? "No, credo che Zambrotta e Panucci siano stati molto bravi a contenerli. Parlo proprio della lunghezza della squadra, quello è stato il vero problema sul quale dobbiamo lavorare".

La republica

13/06/2004

L'Italia anti-Danimarca è fatta
Christian Vieri, 30 anni, in gol anche nel test di oggi. Ansa
Nessuna novità nella rifinitura di oggi: Trapattoni ha schierato e annunciato la "solita" squadra titolare. A segno Vieri, Perrotta e Fiore. Cannavaro nuovo look.
GUIMARAES, 13 giugno 2004 - Al caldo ventilato di Lisbona, Guimaraes risponde con una graticola afosa e scarsamente ossigenata. Lo staff azzurro ha ricevuto questo caldo abbraccio immediatamente dopo lo sbarco a Oporto, ma ne ha assaporato esattamente l'intensità durante l'allenamento di rifinitura, fissato a partire dalle 16.30 nello stadio di Guimaraes. Trapattoni ha chiesto che la prima mezz'ora si svolgesse a porte chiuse e l'inflessibile servizio d'ordine ha tenuto tutti quanti fuori dalla tribuna stampa fino alle cinque in punto.

All'ingresso di giornalisti e fotografi lo spettacolo che offriva il campo era quello dei 20 divisi in due gruppi dalle casacche di colore diverso: rosa e beige (sono quelle ufficiali del torneo, diverse da quelle arancio e verdi che usano i nostri abitualmente in allenamento). Un rapido sguardo e in beige si potevano facilmente riconoscere i "titolari" presunti: Panucci, Nesta, Cannavaro, Zambrotta; Perrotta, Zanetti; Camoranesi, Totti, Del Piero; Vieri. Nessuna novità dunque, anzi, una. Fabio Cannavaro ha la testa completamente rasata.

Dopo pochi minuti e una breve chiacchierata con il Trap tutti di nuovo in campo, questa volta con i portieri: Buffon con le "riserve" e Toldo con i "titolari" come di consueto. Si gioca una partitella su metà campo. Il primo tempo di 20 minuti termina 2-1 per i titolari. A segno Vieri, Perrotta e Fiore. Breve pausa e cambio di campo tranne per i portieri che restano nelle loro posizioni cambiando di fatto squadra. Altri 20 minuti di gioco, questa volta senza reti. Triplo fischio e tutti sotto la doccia. Magari fresca.

Gazzetta dello Sport

 

 

La replica al Trap che ieri aveva elogiato il giallorosso
Sondaggio incorona Alex, ma "il ct non mi ha votato"

Del Piero: "Totti decisivo?
Non ho nulla meno di lui"

Confermato l'attacco che il 14 affronterà la Danimarca
Nessun dubbio: sarà con lo juventino, il 10 romanista e Vieri

 

 

 

LISBONA - Nel giorno in cui il Trap conferma sostanzialmente la formazione e quindi l'attacco (Del Piero, Totti e Vieri) che il 14 affronterà la Danimarca nell'esordio europeo, lo juventino mostra gli artigli. E si toglie qualche sassolino dalla scarpa. Nei confronti del ct, soprattutto, che ieri ha indicato in Totti l'uomo decisivo per questa nazionale e il Platini azzurro, il campione da cui dipendono le fortune azzurre ad Euro 2004.

"Se lo chiedete a me, per orgoglio vi dico che non ho nulla meno di Totti", ha commentato il numero sette azzurro. "Non dò molto peso al giudizio di Trapattoni comunque Totti è Totti ed io sono Del Piero".
Secondo un sondaggio del Sole 24 Ore Del Piero è considerato l'uomo più rappresentativo del calcio italiano. "Mi fa piacere - risponde- anche se immagino che Trap non ha votato per me".

"Forse però - aggiunge - non avere più sulle spalle il peso di essere io il trascinatore può aiutarmi a vivere questa avventura: ora conto sull'effetto sorpresa. Ma tanto so che, se gioco novanta o dieci minuti, le mie prestazioni saranno analizzate molto attentamente".

Poco prima il Trap aveva chiarito le sue scelte per la squadra titolare. Anticipate da giorni e oggi ribadite nella prima partitella in famiglia degli azzurri a Lisbona, giocata questa mattina sotto un sole cocente che ha superato i trenta gradi. Dopo più di un'ora di riscaldamento e scatti per la rapidità, il ct ha fatto disputare un incontro di allenamento a mezzo campo con una suddivisione in due squadre: a parte i portieri invertiti (Buffon tra le riserve, Toldo tra i titolari), la squadra anti Danimarca è quella con Panucci, Cannavaro, Nesta e Zambrotta in difesa; Perrotta e Zanetti al centrocampo; Camoranesi e Del Piero sulle ali; Totti e Vieri di punta.

Ma fin dall'inizio dell'allenamento, Trapattoni ha voluto dare un segnale chiaro, dopo che ieri il milanista Gattuso aveva reclamato spazio e espresso le sue perplessità sul no del ct a ricalcare il modulo dei rossoneri. Oggi, invece, Trap ha distribuito le pettorine arancioni a 10 degli 11 titolari da subito, distinguendoli dai 'gialli' all'ingresso in campo per il riscaldamento.

E la partitella alla fine ha confortato le scelte di Trapattoni per l'attacco. In gol sono infatti andati Totti, due volte Vieri e Del Piero. L'allenamento è poi ripreso sullo 0-0 e si è concluso con il fischio giunto sulla rete siglata da Cassano. Dopo la partita ci sono state prove di punizioni e rigori. Materazzi, sotto gli occhi di Totti, ha tentato di superare Buffon con un 'cucchiaio', ma senza riuscirci. Nel pomeriggio gli azzurri si alleneranno a porte chiuse, lontano da occhi indiscreti e dagli "007" degli altri club, che controllano a vista Totti e compagni.
 

La Republica

 

Il ct elogia Totti: "Mai un fuoriclasse così in azzurro: è come Platini"
Team anti-Danimarca già deciso: Gattuso, Fiore & C. allo scoperto

Riserve all'attacco del Trap
Clima rovente in casa Italia

dal nostro inviato ENRICO CURRO'
 

 

Gattuso con Pirlo
 

LISBONA - Ieri faceva caldo in tutti i sensi sulla collina do Restelo, l'oasi monumentale con vista sul Tago, tra la torre di Belem, il monastero dos Jeronimos e tre musei nel raggio di un chilometro, che la Figc ha eletto a quartier generale della spedizione in Portogallo.

Trapattoni ha dunque cercato ristoro nella sua opera d'arte vivente: "Totti è più forte di Platini e di Zidane". L'iperbole è il suo ventaglio per difendersi dal clima bollente del ritiro al Pestana Palace, altro monumento nazionale: qui l'idillio di Coverciano ha ceduto il posto a grane in serie per il ct.

Trap non ha fatto in tempo a dirigere il secondo dei due allenamenti nel magnifico stadio del Belenenses (affittato per un mese a 150 mila euro, oltre alla polizza assicurativa da 200 mila euro), che già si è trovato sommerso dai problemi. Due gli erano almeno noti - l'assalto del Milan a Totti e le pesanti critiche straniere alla difesa dell'Italia - il terzo gli è esploso in mano all'improvviso. E' la rivolta delle presunte riserve, capeggiate da Gattuso. Aveva cominciato Pirlo, ieri è toccato appunto a Gattuso e a Fiore, che non accetta il ruolo di esterno destro di scorta. "Camoranesi è in pole position? Vedremo. Sto bene, ho smaltito la piccola contrattura a un polpaccio. Ero io il titolare e non vedo perché adesso mi dovrei sentire qualcos'altro".

Congelata una nuova puntata della nota vicenda portieri - è Toldo o Peruzzi il secondo dietro Buffon? - si temono pubbliche lamentele di Cassano, posposto a Del Piero e già uscito allo scoperto nello spogliatoio con Trapattoni. Per il momento il ct ha ottenuto che Totti tenesse calmo l'irrequieto talento e la Figc gli ha impedito di parlare, vista la propensione del soggetto a non tenersi dentro ciò che pensa. Ma sarà possibile allungare il mutismo forzato di Cassano - gli altri 22 convocati hanno finora partecipato alla rotazione quotidiana delle interviste - fino a Italia-Danimarca di lunedì prossimo?

Buffon ha chiosato la concorrenza selvaggia in atto: "Non sono soltanto tre o quattro i dualismi: sono undici". Trapattoni ha preferito altri temi, per quanto scabrosi. Le rischiose distrazioni dei due giocatori più importanti, Totti e Vieri, al centro del mercato: "Sono vaccinati ed è un loro diritto pensare al futuro". Le critiche del sito Internet dell'Uefa alla difesa azzurra: "Non le condivido: se la stagione dei singoli non è stata felicissima, è stato anche per gli infortuni. E poi, non posso mica rivoluzionare la squadra per qualche partita sbagliata con i club".

Il resto è stato un lungo panegirico di Totti: "Ci sono campioni più importanti del gruppo: nessun'altra squadra ha uno come lui e non ricordo che la nazionale abbia mai avuto un fuoriclasse così. Lasciategli fare le treccine col nastro azzurro: se avessi più capelli, farei qualcosa anch'io. Francesco, in attacco o a centrocampo, fa sempre la differenza. Il paragone più azzeccato è con Platini. Però questo Totti ha più varietà di Michel e di Zidane". E se dovesse saltare una partita? "Incrocio le dita. Cassano, anche se ha caratteristiche diverse, mi può dare in percentuale un certo valore tecnico". Intanto gioca Del Piero: "Uno che, rispetto a Totti, ricopre un ruolo di grande sacrificio ed è penalizzato".

Nel pomeriggio la prova degli schemi sui calci piazzati ha ribadito il concetto: da una parte i titolari, senza Pirlo, Fiore, Gattuso e Cassano, dall'altra le riserve, inclusi i quattro che vogliono sovvertire le gerarchie. In serata, durante l'ora in cui gli azzurri sono stati ospiti dell'ambasciatore Barbarani per gli auguri del rituale prima di ogni grande manifestazione all'estero, Trapattoni e i ribelli si sono confusi in mezzo alla folla di oltre mille persone. I confronti sono rinviati a oggi.

Nel palazzo di largo Comde Pombeiro, ricco di stucchi e fregi, c'è stato appena spazio per una battuta di Vieri (Vai al Real Madrid? "No"), mentre Totti era ansioso di tornare in albergo a vedere l'Under in tv e Cassano sbuffava, allontanandosi insieme a Vieri a mo' di trenino: "Qui c'è troppa gente": E' la sua prima manifestazione di insofferenza in pubblico. Per ora.
 

 

La Republica

 

Quinto titolo per l'under 21. Il trionfo di Gentile e Gilardino
In rete De Rossi, Bovo e il bomber del Parma

Italia campione d'Europa
Gli azzurrini battono la Serbia
 

Gilardino in azione
 

BOCHUM - L'Italia batte 3-0 la Serbia e conquista il suo quinto titolo europeo under 21. Una vittoria meritata che premia la migliore squadra del torneo. Una squadra che, dopo il capitombolo iniziale, ha avuto la forza di reagire e di riprendere il cammino fino al successo di questa sera. E' stato il trionfo di una formazione che ha avuto in Alberto Gilardino il suo fiore all'occhiello, anche se nel momento del successo, è giusto dare merito a tutta la nazionale ad iniziare dal ct, Claudio Gentile.

La partita inizia con un quarto d'ora di ritardo per consentire ai tifosi presenti all'esterno dello stadio, di entrare ed assistere all'intero incontro. Nell'Italia, Gentile schiera lo scatenato Mesto al posto dello squalificato Pinzi. Sculli agisce da quinto centrocampista sulla sinistra quando gli azzurri si difensono e da attaccante aggiunto in fase offensiva. Sul fronte opposto, la Serbia è costretta a mandare in campo una squadra largamente rimaneggiata. Il ct Petrovic deve fare a meno del centravanti titolare, Delibasic, e del difensore Jozic, entrambi appiedati dal giudice sportivo. In compenso ritorna, dopo il turno di stop, Lazovic, mentre Stancic e Miladinovic vengono preferiti inizialmente a Vukevic e Lovre. I primi minuti sono all'insegna della massima prudenza. Le squadre si studiano evitando di scoprirsi.

Gilardino si muove con scioltezza dimostrando di avere superato l'infortunio alla gamba che aveva messo in dubbio la sua presenza. Per vedere uno dei due portieri all'opera, bisogna apsettare il 9' con Amelia che neutralizza facilmente un tiro debole dalla distanza di Maric. E' la Serbia a dettare il ritmo del gioco con un possesso palla che gli azzurrini soltanto sporadicamente riescono ad interrompere. Ma le fiammate dei ragazzi di Gentile, mettono sempre in affanno la compassata difesa avversaria. Al 21' Gilardino dà spettacolo con stop e tiro che il portiere Milojevic riesce a deviare in angolo di piede. E' il preludio ai 120 secondi che mettono in ginocchio la Serbia. Al 30' Gilardino si libera bene in area, ma perde l'attimo propizio per il tiro guadagnandosi, comunque, l'angolo. Dalla bandierina Donadel pennella per De Rossi che, sbuca dalla mischia e di testa segna l'1-0. Trascorrono sessanta secondi e la Serbia, sotto di un gol, si trova a dovere inseguire in inferiorità numerica.
Mijailovic, già ammonito dall'arbitro spagnolo Cantalejo, si vede sventolare il secondo cartellino giallo per un fallaccio ai danni di Mesto. L'Italia è in "paradiso", ma ha il torto di non riuscire ad assestare il colpo del definitivo kappao. Al 35' ed al 42' Gilardino spreca malamente due occasioni ghiottissime in contropiede.

In avvio di ripresa, l'arbitro sospende la partita per un paio di minuti a causa di alcuni fumogeni lanciati dai tifosi serbi in campo. Si riprende con gli azzurrini stranamente incapaci di imbastire un'azione manovrata. Nonostante la superiorità numerica, mai Gilardino è messo nelle condizioni di battere a rete. La Serbia capisce l'antifona e prende coraggio. Al 24' Matic da fuori area con un tiro di interno sinistra manda il pallone di poco alto. Due minuti più tardi, Lazovic supera Moretti e calcia un pallone che attraversa tutta l'area piccola senza che nessun compagno intervenga. Ancora una sospensione, per un tubo dell'irrigazione che improvvisamente si attiva, giusto il tempo di far tirare il fiato ai giocatori azzurri annebbiati dalla stanchezza. Sculli è letteralmente "distrutto" dalla fatica tanto che Gentile non può fare a meno di sostituirlo con Del Nero.

Proprio Del Nero al 34' va in rete, ma l'arbitro annulla, su segnalazione dell'assistente, per fuorigioco. Il gol è soltanto rimandato, anzi i gol. Perchè altri 120 secondi sono fatali alla Serbia. Al 38' Bovo approfitta di un errore di Milojevic per segnare il 2-0, quindi, al 40' Gilardino in contropiede fissa il punteggio sul 3-0 a finale. E' l'apoteosi azzurra, mentre la Serbia finisce in 9 per l'espulsione di Ivanovic.

SERBIA M. - ITALIA 0-3
SERBIA MONTENEGRO (3-5-2): Milojevic; Ivanovic, Basa, Bisevac; Milovanovic (17' st Matic), Stancic, Miladinovic (35' st Neziri), Maric, Mijalovic; Lazovic, Dalovic (1' st Vukcevic). A disposizione in panchina: A disposizione in panchina: Stojkovic, Krasic, Lovre, Petrovic, Jankovic. Allenatore: Petrovic..

ITALIA (4-5-1): Amelia; Bonera (50' st Zaccardo), Barzagli, Bovo, Moretti; Mesto,Palombo, De Rossi, Donadel, Sculli (28' st Del Nero); Gilardino. A disposizione in panchina: Agliardi, Zotti, Gamberini, Brighi, Potenza, Rosina, Caracciolo, D'Agostino.
Allenatore: Gentile.

ARBITRO: Medina Cantalejo (Spa).

RETI: 31' De Rossi, 38' st Bovo, 40' st Gilardino.

NOTE: terreno in buone condizioni, spettatori 15 mila circa. In avvio di ripresa, partita sospesa per 2 minuti per lancio di fumogeni in campo. Espulsi al 33' Mijailovic per doppia ammonizione e Ivanovic al 45' st per gioco falloso.. Ammoniti: Donadel, De Rossi, Del Nero, Bovo e Bisevac. Angoli 3-2 per la Serbia. Rec.: 1' e 5'.

 

(8 giugno 2004)

 

8 giugno 2004  -  17 : 31
L’inno della discordia nazionale


Baglioni chiede 1 milione alla FIGC per l’utilizzo di "Da me a te" ben oltre i Mondiali del '98 

La Figc è sempre più nella bufera: non bastavano gli scandali finanziari delle società calcistiche o le faccende legate al calcio scommesse. A turbare la vigilia degli Europei portoghesi adesso ci si mette pure Claudio Baglioni . Sì, proprio lui, il cantante di “Questo piccolo grande amore”. Giovedì 25 giugno la Federcalcio dovrà sostenere una causa, al Tribunale civile di Roma, intentatale dal cantautore romano che contesta l’utilizzo non autorizzato della canzone “Da me a te”, programmata più o meno in tutte le interruzioni pubblicitarie prima, durante e dopo le gare dell’Italia. La “nina nanna” azzurra di Baglioni ci ha accompagnato però ben oltre i Mondiali di Francia 1998: a Via Allegri, infatti, si sono serviti dell’inno anche nelle spedizioni della Nazionale agli Europei del 2000 e ai Mondiali di Giappone e Corea del Sud del 2002.

Baglioni, dopo ben sei anni di silenzio assenso, sembra aver cambiato decisamente idea. Da quando la contestata canzone non accompagna più gli incontri di Totti e compagni, ovvero dal novembre del 2002 (amichevole con la Turchia) non si registrano chilometri di fax di protesta alla RAI da parte di appassionati inviperiti: intendiamoci, la canzone era pure orecchiabile, ma i più scaramantici sostengono che una nuvola di sfiga piuttosto densa accerchiasse gli azzurri ogni qualvolta risuonassero i versi “Un azzurro lungo un sogno” (si pensi ai rigori contro la Francia nel ’98 oppure ai golden goal di Trezeguet e Ahn rispettivamente nel 2000 e 2002). Un po’ nel solco della tradizione visto che anche la famosa “Notti magiche”, del duo Bennato-Giannini, non aveva certo avuto miglior sorte. Per il Portogallo nessuna canzonetta, meglio non sfidare ancora gli dei. Sfiga a parte Baglioni non ne vuole sapere, continua a testa bassa e chiede quattrini. E tanti.

Un milione di euro circa è la stima del suo avvocato come risarcimento danni. “Ma quali sarebbero questi danni?”. I legali designati da Carraro (che, da astuto banchiere, si è fatto i suoi conti) punteranno sul fatto che l’artista non ha mai vietato espressamente l’uso dell’inno per gli anni successivi al 1998. E, magari, ne faranno una questione anche di principio. Non dovrebbe essere un vanto per Baglioni poter dire di aver composto l’inno della Nazionale, patrimonio e segno di riconoscimento dell’intera nazione (o quasi)?

 

La Republica

Calcio: Under 21, l'Italia campione d'Europa

In finale battuta 3-0 la Serbia-Montenegro, e' il 5/o titolo (ANSA) - BOCHUM (GERMANIA), 8 GIU - L'Italia Under 21 di Claudio Gentile ha vinto i campionati europei di categoria battendo 3-0 in finale la Serbia-Montenegro. Gli azzurrini hanno conquistato il 5/o titolo continentale nella loro storia disputando una partita intensa ed attenta, facilitati anche da due espulsioni degli avversari. Il vantaggio e' arrivato con De Rossi di testa su angolo al 31'. Nella ripresa, raddoppio di Bovo all'83 su errore del portiere e 1' dopo 3-0 di Gilardino.

Il romanista al Ct: "Qual è il mio ruolo?"
Pirlo, test da titolare. Da domani a Lisbona

La prima grana per il Trap
Cassano sta già sgomitando
di ENRICO CURRO'
 

Antonio Cassano
 

MILANO - Alla vigilia della partenza per il Giappone, Trapattoni aveva certamente più problemi di oggi, a cominciare dalle condizioni di Totti. Però domani pomeriggio, nel volo da Pisa a Lisbona, il ct si porterà dietro una questione destinata a trasformarsi nel tormentone dell'Europeo: come tenere fuori in maniera indolore Cassano, che in pochi giorni a Coverciano, a furia di finte, colpi di tacco e pallonetti, ha già fatto in tempo a diventare agli occhi della gente il nuovo Baggio? Trap benedice la decisione di avere optato per un'unica amichevole di preparazione. Se un solo tempo, domenica scorsa a Tunisi, e una partitella di un'oretta contro i dilettanti del Tamai, sono stati sufficienti a Cassano per guadagnare consensi tra il popolo dei commissari tecnici e tra gli stessi compagni, che cosa sarebbe successo, con un'altra passerella a disposizione?

Anche se, nel trio d'attacco, il posto a fianco degli intoccabili Totti e Vieri resta per il momento di Del Piero, la settimana che separa la nazionale dal debutto del 14 giugno a Guimaraes con la Danimarca, rischia di accrescere il graduale plebiscito per il talento barese. Il quale, dopo essere riuscito nell'impresa di convertire molti concittadini alla simpatia per la Roma, sta avendo successo nel più arduo cimento della recente storia azzurra: fare dimenticare Baggio. Per ora ha già reso meno acuta la nostalgia e Trapattoni, che vede ingrossarsi le schiere dei cassanofili, ha messo le mani avanti: "Antonio è bravo e farà il jolly, può essere molto utile nel secondo tempo". Per rendere meno complicato il dirottamento in panchina del nuovo idolo delle folle, ha spiegato che ogni titolare ha il suo doppione e che Cassano è appunto il doppione di Totti: chi si sognerebbe di invocare l'esclusione del numero 10?

Il sotterfugio non ha spostato di un millimetro l'incombente tormentone. Lo ha fatto capire al ct lo stesso Cassano, nello spogliatoio, con la più diretta delle domande: "Mister, mi dice qual è il mio ruolo?". Equivaleva a chiedere: ma allora, mi fa giocare o no? La nota diplomazia di Trap, che ha garantito al giovane autocandidato uno spazio adeguato durante il torneo, ha soltanto congelato il problema. Difficilmente, in Portogallo, il focoso Cassano accetterà a lungo senza battere ciglio la panchina. Del resto i continui apprezzamenti dei compagni - da Vieri a Totti a Panucci - lo hanno convinto che il ruolo di riserva sia un sacrificio eccessivo. A Lisbona, dunque, il compito dei suoi "tutori", i compagni più anziani e lo staff, sarà quello di tenerlo calmo almeno fino al 14 giugno. Poi tutto dipenderà dai risultati della squadra e dal suo rendimento personale: Schillaci e Baggio, a Italia '90, conquistarono spazio con i gol e con le prodezze.

In verità c'è un'altra candidatura ancora più forte di quella di Cassano: Pirlo, per la qualità tecnica e la precisione nel lancio, sta convincendo il ct e molti compagni di potere arricchire il centrocampo e gli schemi offensivi. Trap, in allenamento, sta dunque verificandone la coesistenza con Totti, che spesso arretra a prendere il pallone e a lanciare a sua volta. L'innesto di Pirlo, che postula quello di Gattuso alla sua destra, è tuttavia legato a una correzione di modulo - il centrocampo a tre - che male si sposa con la tradizione trapattoniana: nella sua carriera di allenatore il ct ha sempre schierato un uomo a destra - da Causio a Di Livio - e l'esclusione di Camoranesi (o dell'acciaccato Fiore) sembra per ora improbabile.
Sono questioni che Trapattoni affronterà da domani. Nel frattempo, in un lungo colloquio col capitano Cannavaro, ha ribadito le regole della spedizione: l'unità del gruppo sopra ogni cosa e il bando a qualunque procuratore nel recinto del Pestana Palace. Il mercato resti fuori dal tempio, intima il ct, anche se sa benissimo che è solo una pia illusione.

 

(6 giugno 2004)

La republica

 
 
6 giugno 2004  -  16 : 02
 

Il "buen ritiro" portoghese degli azzurri


Uno splendido monumento nazionale degli inizi del '900. Ecco dove alloggerà la spedizione italiana di Euro2004 




ROMA, 6 giu - Tremila metri quadrati e un nome inequivocabile: "Casa azzurri". Si tratta della struttura che accoglierà la delegazione italiana (45 persone in tutto tra giocatori, tecnici, staff e un dirigente del Ministero degli interni responsabile della sicurezza). Ma anche il quartier generale della Federcalcio, degli sponsor e dei media al seguito dell'Italia, per tutta la durata del torneo. Realizzata a Lisbona nell'incantevole quartiere di Belem, si trova nelle immediate vicinanze del Centro Sportivo all'interno del quale si alleneranno gli azzurri prima e durante i Campionati europei. L'impianto (che può ospitare fino a diecimila spettatori e che come colore dominante ha l'azzurro) si trova a pochi chilometri dall'albergo a cinque stelle in cui alloggerà la squadra, il Pestana Palace, lussuosissimo Monumento Nazionale progettato dall'architetto italiano Nicola Bigaglia agli inizi del secolo scorso (1904-1907).

L'hotel è diviso in due parti: una storica, l'altra più moderna. Nella prima, vera e propria apoteosi di pezzi d'antiquariato, tele e mobili di grande pregio, i giocatori potranno incontrare i familiari nei giorni e nelle ore stabilite. Nella seconda,ci sono gli alloggi, rigorosamente lontani da sguardi indiscreti. La cucina offerta agli azzurri e a tutta la delegazione al seguito sarà squisitamente italiana. Gli organizzatori hanno pensato a tutto, anche alle preghiere: per chi sentisse il bisogno di recitarne qualcuna è a disposizione una preziosa cappella con bellissimi stucchi, inginocchiatoi e immagini sacre

Se le altre nazionali del Girone C hanno preferito amene località in provincia (la Danimarca a Penina, la Svezia a Cascais, la Bulgaria a Povoa de Varzim), l'Italia ha optato per il "casa e bottega": campo di allenamento e albergo vicinissimi. Questo anche per semplificare le operazioni di trasferimento verso gli stadi dove si svolgeranno le partite del girone. (LIBERO News)

Alessandro Gennari

preso da www.libero.it

 

 

04/05/2004

Sotto accusa Roteiro, la sfera che verrà usata agli Europei
Buffon: "E' un incubo". Pirlo: "Sembra quello dei ragazzini"

"Quel pallone è un problema"azzurri contro l'ultima novità
di GIANLUCA MORESCO
 

 

 

FIRENZE - Non sono ancora fuori dal ritiro di Coverciano e gli azzurri hanno già individuato il primo avversario dell'Europeo: "Il pallone è un problema". La risposta arriva praticamente in coro dallo spogliatoio azzurro che fatica ad adattarsi a Roteiro, il pallone con cui si giocherà in Portogallo.

"Ho visto l'Under 21 - racconta Buffon - un gol subito da Amelia è arrivato proprio per colpa del pallone. Quello che dovremo usare a questi Europei è perfino peggiore di quello degli ultimi Mondiali, servono degli allenamenti specifici, perché rimbalza in modo strano. Non aiuta neanche il colore, con la luce dei riflettori rischia di vedersi meno. Il calcio è sempre stato un gioco semplice, ventidue giocatori e un pallone a scacchi bianchi e neri. Lo si vuole complicare a tutti i costi, e i primi a rimetterci sono proprio i portieri. Non andavano bene quelli con cui si è fatto gol per cinquant'anni, tutti uguali? Adesso ogni squadra ha il suo pallone, ad ogni partita si scopre una caratteristica nuova, ne ho parlato con Mazzini (vicepresidente della Federcalcio ndr), gli ho spiegato che il campionato italiano dovrebbe seguire altre federazioni, come quella spagnola: si fa una gara d'appalto e la società che la vince, fornisce palloni uguali per tutte le partite. Quello che utilizziamo alla Juventus, ad esempio, sembra venuto da Marte, l'ho detto anche a Giraudo". Mazzini raccoglie lo sfogo: "Sottoporrò il problema a Galliani".

Il discorso del numero 1 azzurro si perde dietro la logica degli sponsor. A Tunisi sarebbe stata l'occasione giusta per il primo test ufficiale con il Roteiro, ma gli accordi con un'altra azienda commerciale hanno portato le due nazionali a giocare con un pallone differente. "Il disegno dei nuovi palloni - spiega Peruzzi - va di pari passo con la filosofia del calcio internazionale. I gol sono associati allo spettacolo e quindi si producono palloni sempre più leggeri che favoriscono gli attaccanti e rendono più difficile il lavoro dei portieri. Questo, ad esempio, cambia improvvisamente direzione nei tiri che ti arrivano da lontano".

Lo staff azzurro cura al dettaglio la preparazione all'Europeo e, dopo le lezioni di Collina sul comportamento da tenere davanti ai prossimi direttori di gara, ha affidato a Bardin, preparatore dei portieri azzurri, il compito di abituare i giocatori alla novità proposta dall'Uefa. "Servono allenamenti mirati - spiega - questo è un pallone particolarissimo, ti mette in crisi appena tocca terra, bisogna imparare ad aggredirlo, l'effetto va anticipato". Color grigio, fasce nere, nessuna cucitura, 440 grammi di peso, 690 millimetri di circonferenza, 110 euro di costo: Panucci boccia il Roteiro come gli altri azzurri e spiega la soluzione adottata nel 2002 in Giappone: "Fummo costretti a gonfiarlo di più perché avesse maggiore stabilità". E per chi ricama il gioco: "Troppo duro - secondo Totti - si colpisce male". "Fa schifo - chiude più categorico Pirlo - sembra di giocare con il Tango che avevi in spiaggia da bambino".

www.virgilio.it

03/06/2004

L'intervista
DEL PIERO RASSICURA:
"STO BENE FISICAMENTE E MI SENTO IMPORTANTE PER QUESTO GRUPPO"

Coverciano 03/06/2004

Mancano ancora una decina di giorni, ma sale la febbre per il debutto europeo degli azzurri e cresce l'attesa nei confronti di uno degli emblemi della Nazionale: Alessandro Del Piero. Il fuoriclasse della Juventus si è presentato con le idee ben chiare e la consueta serenità di fronte a taccuini e microfoni nell'aula magna del centro tecnico di Coverciano, dove gli azzurri stanno trascorrendo gli ultimi giorni di ritiro prima di volare in Portogallo. "Vivo questo momento come ho vissuto tutte le vigilie delle manifestazioni importanti cui ho partecipato - ha detto l'attaccante - ormai alle pressioni sono abituato e posso solo dire che mi sento una parte importante di questo gruppo. Sono contento delle condizioni di forma in cui mi trovo. Fisicamente sto bene ed è questa la cosa che più mi premeva. Ora aspetto solo di dimostrare sul campo il mio stato di forma".

Proprio sul suo stato psico-fisico e su quello del gruppo azzurro, Del Pero ha voluto porre l'accento. "Sono soddisfatto sia a livello personale che generale - ha spiegato - la squadra sta bene e credo che lo abbia dimostrato anche nell'ultima amichevole contro la Tunisia. Io ho avuto quattro occasioni da gol e poco importa se non ho segnato. Firmerei per avere quattro opportunità così a partita, anche perché quando riuscirò a concretizzare maggiormente tutto andrà ancora meglio".

Anche sul suo ruolo nello scacchiere azzurro lo juventino non ha dubbi: "Io resto un attaccante, ma giocare nel modulo disegnato da Trapattoni se da una parte mi porta a consumare un po' più energie, dall'altro mi porta ad essere più presente nel gioco. Non faccio il centrocampista esterno e ho modo ed occasione di inserirmi in avanti con una certa libertà, pur non perdendo di vista la fase difensiva. A Tunisi io e Totti ci siamo scambiati parecchio di posizione e con Vieri riferimento offensivo centrale è logico che il mio compito, e di chi occupa la stessa posizione sulla fascia destra, è quello di fornirgli la maggior assistenza possibile".

Riguardo a presunti dualismi con Cassano, Del Piero ha quindi sgombrato il campo da ogni equivoco: "Non mi sento affatto in concorrenza con Cassano. Magari lui rispetto a me è meno abituato a svolgere certe mansioni tattiche, ma possiamo benissimo giocare insieme per come è stato studiato il modulo di questa Italia. Antonio è forte, ha dei grandi colpi e anche se è giovane sono sicuro che confermerà quanto di buono ha già fatto vedere fino a questo momento".
L'ultima battuta è una speranza più che ragionevole: "Spero che sia il mio Europeo come lo sperano tutti i giocatori che vi parteciperanno". L'Italia, ovviamente, conta di mettere sul piatto della bilancia qualcosa in più con un Del Piero nel motore.

http://www.figc.it/

 

Euro 2004, 23 i convocati di Eriksson: solo 4 attaccanti

 
   

 
 

Il ct dell'Inghilterra Sven Goran Eriksson ha diramato le convocazioni per gli Europei. Visti i problemi in difesa, con la squalifica per doping di Rio Ferdinand e gli infortuni di Woodgate e Southgate, l'allenatore svedese ha convocato Phil Neville, King e Carragher. Solo quattro gli attaccanti: Owen, Heskey, Rooney e Vassell. Ecco l'eleco completo dei 23 che partiranno per il Portogallo: Portieri: David James (Manchester City), Paul Robinson (Leeds ora passato al Tottenham), Ian Walker (Leicester City)Difensori: Gary Neville (Manchester United), Phil Neville (Manchester United), John Terry (Chelsea), Ledley King (Tottenham Hotspur), Jamie Carragher (Liverpool), Sol Campbell (Arsenal), Ashley Cole (Arsenal), Wayne Bridge (Chelsea) Centrocampisti: David Beckham (Real Madrid), Nicky Butt (Manchester United), Paul Scholes (Manchester United), Steven Gerrard (Liverpool), Owen Hargreaves (Bayern Monaco), Frank Lampard (Chelsea), Joe Cole (Chelsea), Kieron Dyer (Newcastle)Attaccanti: Michael Owen (Liverpool), Wayne Rooney (Everton), Emile Heskey (Liverpool), Darius Vassell (Aston Villa).

 

Lunedì, 17 maggio 2004
Maldini non ci ripensa

di Paolo Menicucci

 

Il capitano dell’AC Milan Paolo Maldini ha confermato che non farà parte della comitiva italiana presente a UEFA EURO 2004™.

Trapattoni spera ancora
Il difensore 35enne aveva lasciato il calcio internazionale dopo la Coppa del Mondo FIFA 2002. In considerazione dell'eccezionale stato di forma mostrato negli ultimi mesi, il giocatore aveva dichiarato che avrebbe parlato con l’allenatore azzurro Giovanni Trapattoni al termine della stagione. Due settimane fa, Trapattoni aveva dichiarato che “sarebbe stato molto felice” nel caso Maldini avesse deciso di cambiare idea.

Nessun ripensamento
Durante i festeggiamenti di ieri per la conquista del 17esimo scudetto da parte del Milan, dopo che i campioni avevano chiuso in bellezza con una vittoria per 4-2 sul Brescia Calcio, Maldini ha detto: “Ho già parlato con Trapattoni spiegandogli che non ho intenzione di cambiare idea. Ha capito alla perfezione i motivi della mia decisione”.

Una lunga carriera
Maldini ha al suo attivo 126 partite con la maglia azzurra e detiene il record di presenze in nazionale. All’inizio di questo mese ha rinnovato fino al 2006 il suo contratto con il Milan, prolungando un legame iniziato con il suo esordio contro l’Udinese Calcio, nel gennaio 1985. 

©uefa.com 1998-2004

 

Domani Convocazioni Europei, Gilardino Ci Spera

 
   
 

(AGI) Parma, 17 mag. -Antonio Gilardino mette in crisi Trapattoni. Alla vigilia delle convocazioni dei ventitre azzurri per il Portogallo, lÂ’esplosione del giovane talento del Parma rimescola le carte in tavola e le idee nella testa del nostro commissario tecnico, che intendeva senza dubbio lasciare il ragazzo con Gentile per lÂ’Europeo under 21. Il parmense ha nella competizione europea di categoria un fattore dal doppio risvolto. Da una parte potrebbe precludergli il viaggio in Portogallo dallÂ’altra lo terrebbe in caldo per Trapattoni che sta pensando a questa soluzione: chiamare il convalescente Inzaghi domani e aspettare il 2 giugno, giorno della presentazione delle liste ufficiali allÂ’Uefa, per sostituirlo eventualmente con Gilardino, che nel frattempo con lÂ’under avrebbe continuato ad allenarsi senza quindi perdere lo smalto buono. Lo stesso Gilardino ha confessato oggi al Tg5 di nutrire speranze per la nazionale maggiore: “Sarebbe bellissimo giocare le Olimpiadi, ma è normale che una piccola speranza per gli Europei c'è sempre. E poi sono nato il giorno in cui Paolo Rossi segnò tre gol al Brasile nel 1982”. -

www.yahoo.it

Convocazioni

 Italia - Spagna 28/04/2004

L`elenco dei convocati: Buffon, Peruzzi, F.Cannavaro, Favalli, Ferrari, Legrottaglie, Materazzi, Oddo, Panucci, Zambrotta, Ambrosini, Diana, Fiore, Nervo, Perrotta, Pirlo, R.Baggio, Corradi, Di Vaio, Miccoli, Vieri

 

Martedì 6 Aprile 2004, 14:01

Euro 2004, l'inno ufficiale si chiama 'Forca': scritto e cantato dalla Furtado

 
   
 

Nelly Furtado canterà l'inno ufficiale degli Europei 2004 in Portogallo. La 25enne cantante é nata in Canada ma ha sangue portoghese nelle vene. La canzone, scritta dalla Furtado proprio per Euro 2004, parla dell'amore per il calcio e si chiama 'Forca'. Sarà lanciata in inglese ed in portoghese. Nelly Furtado canterà 'Forca' alla ceremonia della finale il 4 luglio.

Giovedì 1/04/2004

Le altre partite amichevoli:

Bulgaria 2-2 Russia

Slovenia 0-1 Lettonia

Croazia 2-2 Turchia

Irlanda 2-1 Repubblica Ceca

Germania 3-0 Belgio

Svezia 1-0 Inghilterra

Olanda 0-0 Francia

Portogallo 1-2 Italia

Grecia 1-0 Svizzera

Spagna 2-0 Danimarca

 

Giovedì 1/04/2004

 

Due a uno per gli azzurri in un'amichevole con gli organizzatori
dei prossimi Europei. Buona prova di tutti i giocatori impiegati

Vieri e Miccoli, l'Italia
batte il Portogallo
A Braga lo juventino segna direttamente su calcio d'angolo
 

 

Totti e Vieri
 

BRAGA - L'Italia si impone pe due a uno in casa del Portogallo, una buona vittoria contro gli organizzatori dei prossimi Europei. Torna al gol in azzurro Vieri che pareggia la rete a freddo di Nuno Valente e poi è Miccoli a segnare il definitivo 2 a 1. Vieri ha segnato il gol n.21 e poi è uscito dopo qualche screzio con F.
Couto. Ma ha dimostrato impegno e il fatto di aver firmato il pareggio lo ha ripagato dei fischi del pubblico. Nella fredda e umida serata anche Totti (suo l'assist per Vieri) e gli altri si sono battuti con orgoglio. Insomma, il primo tempo per il gioco, il secondo per il risultato, si sono rivelati positivi per la squadra di Trapattoni. Per adesso Scolari (che non ha battuto nessuna delle squdre qualificate) può contare su tre o quattro primedonne che però non fanno squadra.

Certo, nel primo quarto d'ora gli azzurri erano apparsi imbarazzanti e il gol del terzino Nuno Valente, messo in condizione di concludere da una bella verticalizzazione sulla sinistra di Rui Costa al 5', era sembrato un triste presagio. Poi, dopo qualche altra sofferenza, gli azzurri si erano svegliati: Panucci aveva spinto sulla destra, Nervo e Fiore avevano cominciato a mettere in difficoltà la difesa portoghese.

Totti aveva mandato la palla (deviata) a toccare la traversa e successivamente aveva sparato fuori da buona posizione. Pancaro aveva ciccato una palla da pochi metri (di destro, il suo piede "sfavorito"), anche Pirlo aveva cercato la porta: insomma, un'Italia viva in fase offensiva e che ha creato alcune buone occasioni, ma un pò carente in fase di ripiego amento. Panucci aveva strappato con tempismo la palla del secondo gol dal piede di Pauleta che stava prendendo la mira in piena area.

Poi il pareggio, su una punizione provocata da un'entrataccia di Nuno Valente su Panucci: gli ingenui portoghesi non hanno messo nessuno sulla palla e Totti ha battuto subito verso Vieri puntualissimo all'appuntamento di testa al 40'. Dopo la brutta partenza, un pareggio meritato.

Nell'intervallo il Trap ha inserito Ambrosini al posto di Gattuso, Miccoli per Totti e Favalli in luogo Pancaro e Scolari aveva replicato con Deco, Boa Morte e Cristiano Ronaldo per Tiago, Nuno Valente e Simao.

Il gol di Miccoli su angolo e alcuni suoi spunti hanno messo in imbarazzo il povero Scolari che si ritrova senza difesa e senza risultati.

PORTOGALLO - ITALIA 1 - 2
PORTOGALLO:
Ricardo, Paulo Ferreira (32' st Ricardo Carvalho), Fernando Couto (15' st Beto), Jorge Andrade, Nuno Valente (1' st Boa Morte), Costinha, Tiago (1' st Deco), Figo (27' st Nuno Gomes), Rui Costa (27' st Miguel), Simao (1' st Cristiano Ronaldo), Pauleta (15'st Postiga). In panchina: Quim, Rui Jorge.
Allenatore: Scolari.

ITALIA: Buffon, Panucci (13' st Oddo), Ferrari, Adani, Pancaro (1' st Favalli), Gattuso (1' st Ambrosini), Pirlo (1' st Perrotta), Fiore (15' st Camoranesi), Totti (1' st Miccoli), Nervo (43' st Birindelli), Vieri (13' st Corradi).
In panchina: Pelizzoli, Natali.

ARBITRO: Aydin (Turchia).

RETI: 5' pt Nuno Valente, 40' pt Vieri, 30' st Miccoli.

NOTE: angoli: 6-4 per l'Italia. Ammoniti: Vieri, Couto.
 

dalla Repubblica

Martedì 8/10/2002

Francesco Totti abbandona la nazionale. L’attaccante azzurro non potrà essere impiegato dal ct azzurro Giovanni Trapattoni per le prossime due gare con Yugoslavia e Galles.

L’asso della Roma ha già lasciato il centro tecnico di Coverciano dove era arrivato in tarda mattinata portando con sé alcune cartelle cliniche relative all'infortunio subito sabato scorso nell'ultima partita di campionato contro l'Udinese.

A escludere 'categoricamente' l'impiego di Totti è stato il medico della nazionale, Andrea Ferretti. Il calciatore ha lasciato il ritiro azzurro poco dopo le 14:30, senza voler rilasciare dichiarazioni. Accompagnato dal medico della Roma, dott. Brozzi, è salito sulla sua Mercedes, scortato da tre poliziotti, dribblando telecamere e taccuini.

Alla domanda perché non volesse rispondere, il capitano della Roma si è limitato a dire: "Non parlo, non parlo", concludendo con "mi stanno arrestando". La visita è durata circa una ventina di minuti, alla fine ha fatto capolino anche il commissario tecnico Trapattoni. "Ho potuto constatare la totale indisponibilità per entrambe le partite" - ha spiegato il medico della nazionale, il prof. Ferretti.

A chi gli ha chiesto perché non è stato possibile visitare il giocatore ieri a Roma (cosa che ha scatenato alcune polemiche), il prof. Ferretti ha risposto: "in linea teorica questo era possibile, ma da parte della federazione è giusto stabilire lo stesso trattamento per tutti i giocatori, sia che abitino a Roma, Milano, Torino, ecc.".

Ha sorpreso il fatto che Totti, pur essendo alle prese con una distorsione al ginocchio ed una distrazione muscolare alla coscia, abbia lasciato Coverciano guidando la sua auto: "Io penso che sia più difficile segnare due gol che stare al volante nelle sue condizioni - ha commentato il medico della nazionale -. Come spettatore ero ottimista domenica, quando ho visto il giocatore in tv, però certe diagnosi bisogna farle dal vivo, il resto è solo folclore. Mi chiedete se un dolore è più sopportabile nel proprio club che in nazionale? Posso rispondervi che non c'è alcun dubbio sull'indisponibilità di Totti".

Da parte sua il Trap non sembra avere dubbi: "Mi fido, e ho le prove su cui fidarmi". "Non ho mai sperato di poter recuperare Francesco per Cardiff - ha detto il ct - ma la nazionale ha voluto ribadire il concetto che tutti i giocatori impiegati in campionato dovevano venir qui per una esigenza di trasparenza. Totti ci teneva alla nazionale, noi ci tenevamo a lui. Per questo Francesco è amareggiato".

 

Martedì 8/10/2002

Italia, Trapattoni: "Non e' Sicuro Che Rimpiazzi Totti"

(AGI) - Coverciano, 8 ott. - La nazionale italiana di calcio perde Francesco Totti e la notizia non sorprende certo Giovanni Trapattoni, ct degli azzurri. I problemi al ginocchio del capitano della Roma si sono riacutizzati e per lui e' necessario qualche giorno di riposo per curare una evidente distrazione del gemello sinistro. Il leader giallorosso, mentre lasciava Coverciano, ha rilasciato ai giornalisti una breve e ironica dichiarazione, mentre era scortato da tre poliziotti che gli hanno permesso di evitare taccuini e tifosi: "Non ho niente da dire, mi stanno arrestando...". E mentre Totti non si preoccupa certo per le sorti della nazionale, Giovanni Trapattoni annuncia che valutera' le condizioni di tutti, in particolare quelle del difensore bianconero Iuliano, ma non c'e' nessuna certezza che arrivi in tempi brevi un altro attaccante per prendere il posto di Totti.

 

Sabato 7/09/2002

Vietato sbagliare

L'Italia è a Baku dove affronterà l'Arzebaijan per le qualificazioni europee. Per il ct l'imperativo è vincere e si affida a Del Piero alle spalle di Vieri e Inzaghi

Baku  6 settembre 2002
 

Del Piero trequartista dietro alle punte Inzaghi e Vieri. Sarà questo lo schieramento dell'Italia contro l'Azerbaijan, come ha confermato Trapattoni annunciando questa formazione: 1 Buffon, 2 Panucci, 6 Nesta, 5 Cannavaro, 7 Gattuso, 4 Di Biagio, 8 Tommasi, 3 Coco, 10 Del Piero, 9 Inzaghi, 11 Vieri.

Dunque si gioca: e questa che nel calcio dovrebbe essere la regola diventa frizzante novità per Italia ed Azerbaijan, accomunate dal grottesco primato di un campionato che non c'è. Per l' Azerbaijan a causa di una guerra tra fazioni di dirigenti per motivi economici, personali e religiosi: per l'Italia pure (se si eccettua la religione). I paradossi della prima trasferta della nazionale da queste parti, per la gara di apertura delle qualificazioni europee, non finiscono qui. L'Azerbaijan è più vicino al Montserrat, glorioso detentore del titolo di squadra più scarsa del mondo, che all'Italia: lo dice quella speciale geografia della classifica Fifa. E però la vigilia ha per Trapattoni toni ultimativi, sintetizzati dalla metafora di sempre del calcio azzurro, ultima spiaggia: che qui poi suona alla meraviglia, visto che Baku è sul Mar Caspio. Gara della vita in Azerbaijan, insomma.

E' l'ennesimo psicodramma del calcio italiano in crisi finanziaria, d'immagine e di risultati: vivere come partita della svolta un incontro che decide nulla contro un avversario che nulla conta nella gerarchia del pallone, dove occupa la 117ª posizione a fronte della nona degli azzurri. Ma i fatti sono questi: al di là delle rassicurazioni di maniera di Carraro, è evidente a tutti che il ct ha esaurito al mondiale il bonus di credibilità datogli dal suo passato. Ed è allo stato attuale, restando in tema d'immagini, molto più simile ad un capitano che ha smarrito rotta e fiducia dell' equipaggio (qualche rimpianto per i silenzi significativi di Zoff qua e là affiora...), che non un generale dal medagliere invidiabile. Per cominciare a recuperare ci vuole più di un successo, presupposto necessario per una certa permanenza in panchina: per tornare alla situazione ante mondiali ci vuole una serie di prestazioni convincenti nel gioco e nelle scelte, oltre che ovviamente nei risultati.

La strada da percorrere da un gruppo che tra mezze frasi e dubbi sui moduli di gioco appare in crisi d'identità, non è semplice ma è ampiamente praticabile se non altro nella sua fase d'avvio. La classifica Fifa non conterà in assoluto ma qualcosa vorrà pur dire, e stavolta non c'è per gli azzurri neanche l'alibi storico del settembre mese difficile per la preparazione arretrata: gli avversari stanno peggio, a parte quei pochi che militano nei campionati russo ed ucraino. Ad evocare un possibile problema ci pensa tuttavia il nome dello stadio di Baku, Tofik Bachramov: un signore azero che si dilettava a fare il guardalinee e nella finale del 1966 vide dentro un tiro dell'inglese Hurst rimbalzato fuori di 30 centimetri. In un un certo senso un antenato di Moreno. Qui invece arbitrerà un greco, Vassaras, e di positivo c'è che essendo proprietario di un'agenzia di viaggi potrebbe non essere interessato a vacanze-premio in Florida: sempre che si voglia continuare ad attribuire unicamente agli errori del direttore di gara le cause della Corea azzurra al mondiale. ma sono passati quasi tre mesi, il nipotino di Trapattoni è cresciuto e dovrebbe avere smesso di crederci anche lui.

da Raisport

Venerdì 6/09/2002

AZZURRI
PARTITI PER BAKU
TUTTI OK
RECUPERATO BUFFON
 

Sveglia di buon'ora per il clan azzurro, che ha lasciato il ritiro di Coverciano per entrare nel vivo dell'operazione-Azerbaijan. Squadra e staff si sono imbarcati all'aeroporto Galilei di Pisa sul charter che li condurrà a Baku, capitale del paese affacciato sul Mar Caspio e sede della gara di sabato sera.
L'ultimo allenamento "italiano" della banda di Trapattoni è stato condotto nel tardo pomeriggio di giovedì ed ha consegnato al commissario tecnico una rosa al completo: anche Gigi Buffon, la cui preparazione è stata complicata da una botta al fianco rimediata con la Juventus, è completamente recuperato ed è a disposizione del mister azzurro. La seduta ha avuto come menù qualche prova tattica e una partitella a mezzo campo di venti minuti per tempo tra la formazione già testata nel primo tempo dell'amichevole contro la Nazionale Under 18 e il resto dell'organico. Le "riserve", se così si possono definire, hanno battuto i "titolari" per 2-1 grazie alle reti di Montella (complessivamente sei reti tra match in famiglia e test di mercoledì) e Ambrosini. Per la formazione-tipo, sigillo di Christian Vieri.
Non appena sistemata a Baku, la Nazionale sosterrà la tradizionale seduta di rifinitura della vigilia allo stadio "Tofiq Bahramov", teatro del match di sabato e impianto che è la casa della giovane rappresentativa Azerbaijana. Nata nel 1992 dopo il disfacimento dell'ex Urss e affiliata alla Uefa nonostante la posizione geografica (l'Azerbaijan può già considerarsi pienamente in Asia), la coloratissima nazionale azera (maglia bianca con banda verticale rosso-verde e blu) ha iniziato a cimentarsi nelle competizioni ufficiali nel 1994, quando partecipò alla corsa nell'Europeo '96. Durante quel cammino, l'Azerbaijan subì la più dura sconfitta della sua ancora breve storia subendo un umiliante 10-0 dalla Francia.
Il risultato di massimo prestigio è stato l'1-1 interno strappato al Portogallo di Figo e Rui Costa nelle qualificazioni dell'Europeo 2000, da ricordare anche l'1-0 con cui fu battuta la Svizzera durante la corsa al mondiale '98. Gli unici altri punti conquistati dagli azeri in partite valide per qualificazioni europee o mondiali sono stati i cinque raccolti nella corsa al Mondiale 2002 (vittoria interna con la Slovacchia, pareggi a Baku con Moldo va e Macedonia), i tre all'Europeo 2000 (4-0 al Liechtenstein) e lo 0-0 con la Polonia per Euro96.
 

Giovedì 22/08/2002

Bizzotto telecronista azzurro: "Mi metterò subito al lavoro"

 

   
 

" Una grossa soddisfazione professionale, al di là delle più rosee aspettative. ma anche la voglia di mettermi subito al lavoro ", così Stefano Bizzotto, nato a Bolzano nel 1961, accoglie l'annuncio ufficiale di essere diventato uno dei due telecronisti della nazionale italiana, " io e Cerqueti siamo della stessa generazione e per questo non può che farmi piacere di condividere il ruolo con lui ".
Bizzotto, che alla Rai, si occupa anche di calcio internazionale, tuffi, hockey su ghiaccio, tiroa segno, tiro a volo e slittino, vorrebbe continuare a seguire tutte queste cose: " Ovviamente se il tempo me lo permetterà e senza portare via spazio ad altri colleghi, ci mancherebbe ".
Come si prepara una telecronaca degli azzurri: " In questo caso, dovrò un po' modificare un po' il mio modo di lavorare. La ricerca della curiosità su Buffon e Nesta sarà superflua, ma rimarrà la voglia di presentare ai tifosi italiani squadre sconosciute come l'Azerbaigian e la Jugoslavia, che si è rinnovata parecchio ".
Tante le persone che Bizzotto vorrebbe ringraziare: " Un elenco infinito, cheva da chi mi ha convinto a fare questo lavoro, entrando prima nell'Alto Adige, poi in Gazzetta, quindi alla Rai di Bolzano ed infine a Rai Sport. Qualche nome? Rino Icardi, Marino Bartoletti, Candido Cannavò, Eugenio De Paolis, Marco degl'Innocenti, ma soprattutto Roberto Beccantini, per la passione per il calcio internazionale e la ricerca, senza dimenticare Ennio Chiodi, Maurizio Ferradi, Giovanni Perez, il mio vicino di scrivania Franco Bragagna e Paolo Francia, direttore di Rai Sport,, che mi ha garantito fiducia a scatola chiusa ".
Esordio previsto a Baku, il prossimo 6 o 7 settembre (la Rai non ha ancora stabilito chi tra lui e Cerqueti seguirà la Under 21 e chi la nazionale maggiore): in bocca al lupo.

 

Italia: lascia Pizzul, la voce della Nazionale

 

   
 

' Avrei voluto concludere con un risultato più positivo, comunque ringrazio tutti; ho iniziato qui, a Trieste, e qui ho finito. Questo luogo quindi sarà sempre speciale per la mia carriera '. Sono queste le ultime parole di Bruno Pizzul come telecronista della Nazioanle italiana di calcio. Dopo tanti anni (Martellini era la voce di Messico '86, poi lasciò), la Nazionale perde uno dei simboli, la voce tranquilla, misurata, che l'aveva sempre accompagnata per quattro Mondiali e tre Europei.

´ Ho ringraziato un pò tutti genericamente senza citare nessuno altrimenti in questi casi è inevitabile dimenticare dei nomi. Ma quanto all´emozione, quella non c´era, e perchè mai avrebbe dovuto esserci? E' una cosa naturale lasciare, semmai ero molto più emozionato alla mia prima telecronaca ´.

Neanche dopo aver chiuso la sua ultima telecronaca della Nazionale Bruno Pizzul cede alla retorica. Nella notte triestina, lontano dalla brutta figura degli azzurri in campo e dalle pessime immagini sugli spalti, la voce Rai della Nazionale si concede solo un pò di nostalgia. ´ Ho visto quello striscione che diceva ´Bruno... era ora´. Vuol dire che qualcuno pensava che fosse giusto che io andassi via e io lo faccio senza problemi. Ora mi dedicherò ai miei otto nipotini

Mercoledì 21 Agosto 2002
Trieste - Stadio: Nereo Rocco
ITALIA - SLOVENIA


IN UN CLIMA INCANDESCENTE LA SLOVENIA PIEGA L'ITALIA

Il tabellino

ITALIA - SLOVENIA 0-1
(Primo Tempo 0- 1)


Marcatori: Cimirotic al 32' p.t.
Arbitro: L'austriaco Brugger

Note: 11.080 paganti
Ammoniti: Ambrosini (gioco scorretto) - Panucci (comportamento irregolare) (ITA)
Siljiak - Zahovic - Pavlin (gioco scorretto) - Acimovic (comportamento irregolare) (SLO)